Quando si parla di religione non si può fare a meno di citare alcune personalità particolarmente rilevanti o perché ricalcano alla perfezione il nostro personale credo oppure, molto più semplicemente, perché a tutti risulta più facile credere qualcosa se quella stessa cosa è stata affermata in passato da personaggi significativamente autorevoli.

Celeberrime diventano poi nella storia le affermazioni degli scienziati famosi a proposito di Dio.

Chi non ha mai sentito il “Dio non gioca a dadi” oppure il “Dio è sottile ma non malizioso” oppure il “Dio aveva scelta quando creò l’universo?” di Einstein? Altrimenti, per chi è appassionato di astrofisica e abbia letto Stephen Hawking, che dire dell’affermazione sinteticamente esposta “Se conoscessimo la teoria del tutto potremmo guardare dentro la mente di Dio”?

Einstein e Hawking furono deisti o teisti? No di certo, e a conferma di quanto qui affermato porto un altra citazione di Einstein non altrettanto conosciuta quanto le precedenti:

“L’idea di un Dio personale mi è del tutto estranea e mi sembra anche ingenua.”

A cosa siamo di fronte? Una contraddizione? Einstein era un forse ipocrita oppure un opportunista? No di certo. Qui non si parla del credo personale di Einstein ma di come le persone religiose abbiano tentato, forse anche con una certa ragione, a trarre a se personalità carismatiche come Albert Einstein, anche per dare conferma scientifica delle proprie teorie teologiche.

Per chiarire la situazione è nuovamente necessario citare Einstein perché fu lui stesso a fornirci una spiegazione esemplare:

“Sentire che dietro la nostra esperienza del mondo c’è qualcosa che la mente non può afferrare e la cui bellezza e sublimità cogliamo solo in maniera indiretta, come debole riflesso, è religiosità. In questo senso sono religioso.”

Anche il sottoscritto è religioso in questo senso, anche se io cambierei la frase  “…non può afferrare…” con “…non può ancora afferrare…”, e quindi le frasi precedentemente citate vanno parafrasate usando questa visione come guida:

“Dio non gioca a dadi” = “La casualità non è l’essenza di tutte le cose”
“Dio aveva scelta quando creò l’universo?” = “L’universo avrebbe potuto iniziare in un altro modo?”

A questo punto è necessario fare una distinzione tra i vari tipi di religiosità possibili, che sono sintetizzabili in 3 categorie: teismo, deismo, panteismo.

Il Teismo è il credo in una qualche entità superumana e supernaturale che oltre ad aver creato l’universo che oggi conosciamo interagisce anche con le creature in esso collocate.

Il Deismo è il credo in una qualche entità superumana e supernaturale che abbia solo creato l’universo e che da allora si è disinteressata delle creature in esso collocate (una visione oserei dire leopardiana se Leopardi fosse stato religioso).

Il Panteismo, infine, è il credo di Einstein (e anche di Hawking), ovvero il “Dio” panteista è il realtà una metafora della natura e dell’universo. Non esiste, per i panteisti, alcuna entità superumana e supernaturale.

Le “Pillole di Ateismo” che sto compilando sono ovviamente riferite al dio Teista e al dio Deista, e non di certo al dio panteista (dato che è di fatto una contraddizione la frase appena scritta). Sebbene poi possa sembrare che la posizione Deista sia più sostenibile di quella Teista, dal mio punto di vista si trovano allo stesso livello: i miei ragionamenti sono finalizzati all’affermazione dell’ateismo inteso come “negazione dell’esistenza di una qualunque entità superumana e supernaturale che abbia deliberatamente creato e sospinto l’universo”. Non c’è scampo nemmeno per i Deisti.