Come può un intero popolo di una o più nazioni essere unitamente e totalmente propenso ad un determinato tipo di comportamento? Perché certe nazioni sembrano convivere senza problemi con la corruzione e con la malavita mentre altre le tengono a distanza con tutte le forze possibili? Quale è la ragione che conduce la gente ad accettare un regime totalitario rinunciando alla propria libertà (oltre che la disperazione)?
Montesquieu ci insegna che ogni nazione è dotato di uno spirito ad essa intrinseco per la qual cosa ogni riforma rivelatasi eccelsa in un territorio potrebbe risultare devastante in un altro.
Questo era definito lo spirito delle leggi ed era una giustificazione più che plausibile per spiegare perché un modello moderno di uno stato poteva essere incompatibile con un altro.
Oggi però voglio introdurre un concetto molto più sofisticato e più adatto per spiegare i fenomeni che ho citato nell’introduzione che rappresenta, se sarà verificato come corretto, uno strumento di analisi antropologica infinitamente più potente dello spirito delle leggi. Tale concetto è quello di meme.
Ineccepibile è in questo caso la definizione di wikipedia, che non intendo riassumere:
“Un meme è una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria – per esempio un libro – ad un’altra mente o supporto. In termini più specifici, un meme è “un’unità auto-propagantesi” di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica.”
Concetto introdotto per la prima volta da Richard Dawkins nel suo saggio “The Selfish Gene” in Italiano “Il Gene Egoista”, è un’ipotesi evoluzionistica davvero interessante che ha delle implicazioni rivoluzionarie nello studio della storia e del comportamento di gruppo.
Da un punto di vista anche solo scientifico è, dal mio punto di vista, suggestivo immaginare che l’informazione e la cultura che oggi ci contraddistinguono sono strettamente correlate al nostro passato proprio perché, esattamente come avviene con i geni, anche i memi sono soggetti alle leggi della selezione naturale.
Vista in una certa luce è anche confortante come ipotesi considerando che, almeno nel cosiddetto mondo occidentale, l’evoluzione memetica ha portato alla nascita di una grande quantità di stati democratici. Mi basta pensare che in passato vi erano solo ed esclusivamente regimi assolutistici per ritenermi soddisfatto di essere nato in quest’epoca. Tuttavia c’è anche un lato estremamente sconcertante riguardo questa analisi che è la seguente: perché qui in Italia non si è in grado di reagire in maniera dura contro la corruzione, il malcostume e il manganello? Perché in Inghilterra, in Finlandia oppure in America le persone si indignano di fronte ai furti, alle estorsioni, alle corruzioni e alle truffe mentre qui in Italia ci rassegnamo e continuiamo per la nostra strada?
Perché in Italia continua a sopravvivere la mafia?
Queste sono alcune delle domande che seguito a pormi e a cui nessuno sa rispondere.
Dato che nessuno è ancora riuscito ad aiutarmi provo allora ad avanzare un idea: l’Italia possiede un codice memetico inadatto alla democrazia.
Storicamente il nostro paese ha avuto uno sviluppo deleterio da un punto di vista politico. Siamo partiti dalla repubblica romana e subito dopo siamo passati all’impero (manganello). Dall’impero siamo passati ai feudi (manganello) che si sono trasformati in signorie (manganello). Fatta eccezione per alcuni stati regionali, come la repubblica di Venezia (sebbene sarebbe meglio definirla oligarchia di Venezia) e la repubblica di Genova, in tutto il resto d’Italia abbiamo assistito alla costituzione di ducati, regni e contee costantemente separate e in continua guerra tra di loro. Abbiamo subito la dominazione straniera per secoli e secoli (manganello), poi siamo arrivati al risorgimento in cui i Savoia hanno riunificato lo stato e successivamente si è assistito ad un periodo che, sebbene poco democratico, era perlomeno sopportabile. Tale lasso di tempo tuttavia è durato poco perché il ventennio fascista era alle porte (manganello). Finita la seconda guerra mondiale siamo passati alla repubblica Italiana e al quarantennio democristiano.
In quel periodo non vi era un regime ma la corruzione stava diventando pratica quantomai diffusa ed il malcostume è sfociato nella Tangentopoli degli anni ‘90.
Ora siamo di fronte, secondo il modo di vedere, al collasso del sistema: l’economia è stazionaria a causa delle mancate liberalizzazioni delle attività impropriamente ancora sotto il controllo dello stato e della crisi generale che affligge l’occidente; i 3 poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) si stanno invischiando tra di loro determinando effetti devastanti nella nostra vita di tutti i giorni; il popolo Italiano diventa sempre più indifferente alla politica e sempre più ignorante.
Insomma, ci sono tutti i presupposti per tornare ad essere sotto il manganello di un nuovo regime; e le prime avvisaglie sono già presenti: l’informazione è controllata, filtrata e censurata da chi governa, la gente viene continuamente distratta da problemi irreali e costantemente plagiata ad atteggiamenti razzisti e totalitaristi, la giustizia non è più in grado di garantire la sicurezza, è iniziata la militarizzazione e la soppressione dell’opposizione (non quella al parlamento; quella della gente).
Come se non bastasse sento sempre più spesso la seguente frase: “qui in Italia ci vorrebbe un dittatore che metta a posto le cose”; quindi qui termino le mie prove e inizio l’argomentazione: “ l’Italia possiede un codice memetico inadatto alla democrazia”.
Se il memoma (corrispettivo di genoma) italiano è stato soggetto all’evoluzione e alla selezione naturale di questi ultimi duemila e più anni, questa evoluzione ha sempre avuto come risultato una unilaterale tendenza alla dominazione. Evidentemente, esattamente come nella selezione naturale un essere che presenti delle determinate caratteristiche sia più avvantaggiato rispetto ad altri (perché accede più facilmente al cibo o perché si riproduce più velocemente), allo stesso modo le idee autoritarie hanno delle caratteristiche importanti per garantire la sopravvivenza nella nostra penisola.
Non so quali siano i vantaggi di questo atteggiamento ma ciò spiegherebbe il motivo per il quale noi Italiani non possiamo sperare di sfuggire dal malcostume e dalla miopia: la nostra idea di società si è evoluta durante la storia in una maniera ed è difficile immaginare che cambi da un giorno all’altro.
Prezzolini, quando si riteneva un liberale conservatore in quanto unico atteggiamento capace di limitare la cattiveria dell’uomo italiano, forse non era troppo distante dalla realtà. Tuttavia, se anche i governanti si liberano dai lacci imposti dallo stato di diritto liberista, anche questo atteggiamento si rivelerà (e si è già rivelato) fallimentare.
Dobbiamo trovare il nostro spirito della legge oppure il modo per contrastare l’evoluzione memetica. Solo così potremmo diventare una democrazia.

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