Eccomi nuovamente nella blogosfera dopo più di un mese di “riposo” dovuto per lo più ai vari impegni che mi hanno completamente privato di ogni umore. In particolare ho avuto il piacere di frequentare il 59° Corso di Orientamento Universitario organizzato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa attraverso il quale avrei dovuto ricevere dei chiarimenti sulle varie facoltà che potrei frequentare.
La cosa incredibile è che invece di ridurre ad uno spettro più stretto l’insieme delle probabili facoltà, le ho aumentate riconsiderando alcune materie di studio a cui non avevo pensato o che avevo scartato. Nonostante ciò è stata un’esperienza magnifica: sono rimasto a contatto per circa una settimana con centinaia di persone assolutamente straordinarie con cui il dialogo e la discussione erano le cose più naturali da sostenere. La mia felicità è stata totale. Dopo un estate passata nel più completo isolamento intellettuale, senza la possibilità di poter parlare seriamente con nessuno, questa settimana mi ha rinvigorito in maniera inimmaginabile, fornendomi il nutrimento cerebrale di cui sentivo la mancanza.
Il ritorno però è stato traumatico oltre il livello consentito; infatti mi sono trovato costretto a dover rientrare in contatto con lo schifoso mondo della normalità, di cui non sentivo assolutamente la mancanza, che può essere efficacemente simboleggiato da un unico programma televisivo: “Forum”.
Per chiarire la faccenda, se dipendesse da me le trasmissioni televisive potrebbero essere cancellate dalla faccia della terra. Intendiamoci, ritengo che la televisione sia uno strumento utile per divertirsi con i videogame, con i film o con i cartoni animati e per informarsi con i documentari; ma non posso riuscire a sopportare il suo uso “pornografico” che viene perpetrato da trasmissioni come: il sopracitato “Forum”, il “Grande Fratello”, “Uomini e Donne”, “C’è posta per te”, “L’isola dei famosi”, “La vita in diretta”, ecc… ecc…
In fin dai conti se il suo utilizzo si potesse ridurre a ciò che ritengo utile, si potrebbero prendere gli schermi e gettarli dalla finestra perché oramai il computer l’ha sostituita sotto quegli aspetti. L’informazione e il divertimento sono raggiungibili da chiunque grazie alla rete e, secondo l’opinione di chi scrive, la televisione sta diventando obsoleta anche sotto questo punto di vista.
Ma l’aberrante mercimonio dei sentimenti e delle emozioni che viene fatto nelle tante trasmissioni che siamo costretti a sorbirci in maniera continuata a causa della televisione è inaccettabile.
Si configura quindi un nuovo tipo di prostituzione attraverso queste trasmissioni, una prostituzione che potremmo definire “prostituzione del sentimento”.
La mancanza del pudore
Quante volte durante l’estate abbiamo sentito parlare di privacy? Quante volte abbiamo dovuto sentir parlare di intercettazioni? Quante volte abbiamo sentito i membri dell’attuale maggioranza di governo parlare del caso Anna Falchi?
Io personalmente ho perso il conto di ognuno di questi conteggi e vorrei proprio addurre il caso Anna Falchi per spiegare una cosa ben precisa: la nostra privacy è già tutelata da una legge che è stata approvata nel ’96 e non è assolutamente necessaria la misura di non pubblicazione delle intercettazioni contenuta nel ddl Berlusconi-Alfano con la motivazione che è da lorsignori difesa a spada tratta.
Se una persona ritiene che la propria privacy sia stata violata può già contattare il Garante della Privacy, che prenderà tutte le decisioni del caso e avvierà la procedura di infrazione verso chi non è stato rispettoso della nostra riservatezza. “Ma i giornalisti continuano a pubblicare!” sostengono i nostri rappresentanti in parlamento. Beh, anche i ladri continuano a rapinare nonostante il furto sia un reato, ma nessuno si sogna di far approvare una legge che ripete che “il furto è un reato”, perché è assolutamente inutile.
Nel caso Falchi specifico se lei avesse ritenuto che la propria privacy fosse stata violata dai giornalisti di Repubblica avrebbe potuto denunciare la testata senza problemi. In realtà alla signora interessa poco della propria privacy e lo dimostra il fatto che in una trasmissione televisiva si sia tolta le mutande e le abbia consegnate a Luttazzi che a sua volta si è messo ad annusarle.
Ora, lasciando perdere questi atteggiamenti da decerebrati, allo stesso modo si assiste a spettacoli dal mio punto di vista peggiori in un numero troppo alto di trasmissioni.
I piagnistei, le ire, i litigi, gli insulti che vediamo in continuazione e che fanno aumentare tanto lo share di certi obbrobri sono probabilmente più debilitanti di quanto si possa immaginare.
Ognuno di noi ha infatti un proprio mondo all’interno di sé che rappresenta la nostra ultima difesa. Il nostro atteggiamento razionale ci consente di proteggerci dalle aggressioni esterne permettendoci di lasciare che gli altri arrivino a conoscerci fino ad un determinato punto, oltre al quale non si possono spingere.
Il nome di questo atteggiamento è pudore e non sarebbe nulla di negativo se esistesse. Anche dal mio personalissimo punto di vista, è importante evitare di mostrare troppo di se agli altri perché si corre il rischio di risultare deboli, facilmente plagiabili e stupidi, sotto un certo punto di vista.
Nel momento in cui una persona, al contrario, da sfogo ai propri istinti più reconditi, esponendosi attraverso degli scatti di sentimentalismo quasi disgustosi e non nascondendo nemmeno la parte più profonda della propria personalità, allora si assiste veramente alla prostituzione di quella persona.
Mettere la propria coscienza sulla graticola, pronta ad essere spolpata dal pubblico in tripudio non è qualcosa di “sano”. È il sintomo di una pazzia che non era nemmeno lontanamente immaginabile qualche anno fa quando ancora la televisione informava al posto di modificare la percezione della realtà.
Non sanno di cosa stanno parlando
Analizzando poi in profondità qualcuna di queste trasmissioni ci si accorge che compaiono alcuni elementi davvero sconcertanti.
Per fare un esempio, “Forum” in sé e per sé non sarebbe sbagliata come trasmissione, anzi, costituirebbe per noi cittadini un modo come un altro per venire a conoscenza di determinate norme del codice civile e certe sentenze della Suprema Corte di Cassazione utili per la nostra formazione.
Il problema è che questo obbiettivo, nobile dal mio punto di vista, viene completamente travisato dal carattere completamente grottesco di certe cause (palesemente create ex novo) e dall’assoluta noncuranza da parte del pubblico presente in studio degli aspetti giuridici dei fatti. Quando una qualunque delle persone li presenti apre bocca si assiste, nella maggioranza dei casi, o alla “prostituzione dei sentimenti” poco fa descritta oppure a fenomeni di ipocrisia difficilmente equiparabili ad altri.
Il “Grande Fratello” è poi il connubio sintetico e perfetto di “prostituzione dei sentimenti” ed ignoranza. Tralasciando la totale mancanza di i riservatezza da parte degli inquilini della casa, c’è una cosa che mi terrorizza quando sento parlare di tale programma. Se la mente malata che si è inventata quell’obbrobrio avesse avuto una minima idea di cosa è davvero il “Grande Fratello” probabilmente si vergognerebbe di se stessa. Chi ha letto “1984” di George Orwell sa a che cosa mi riferisco ma per chi non ne avesse avuto il piacere sintetizzo in pochi termini qual è il suo vero significato: totalitarismo, mancanza di ogni libertà, completo assoggettamento della persona, controllo della mente altrui.
Personalmente credo che non sia nulla su cui scherzarci sopra, tantomeno con un programma televisivo.

No comments yet
Feed dei commenti di questo articolo