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Magisteri non sovrapposti
Oltre alle difficoltà oggettive di tentare di mettere in discussione la religione di fronte al muro di invalicabile insindacabilità e immunità di cui gode ingiustificatamente (argomento che ho già affrontato nei precedenti articoli), vi è anche un effetto poco piacevole legato alla “vigliaccheria” di alcuni scienziati ovvero l’argomento dei magisteri non sovrapposti.
Cosa significa “magisteri non sovrapposti”? È un concetto condivisibile o meno che consiste semplicemente in questo: la scienza ha il compito di svelare il come la natura si comporti mentre la religione, e la teologia, ha il compito di svelare il perché.
Quante volte vi è capitato di ascoltare una discussione tra eminenti e illuminate personalità in cui alle domande cosiddette “religiose” gli scienziati affermavano: “Qui entriamo nel campo insondabile dalla scienza e quindi le conviene rivolgere la questione al mio parroco.”?
Perché il parroco e perché non un giardiniere o un salumiere o un avvocato? Perché questo rispetto immeritato verso la teologia?
Oggi ero seriamente intenzionato a scrivere un post sui computer quantistici. La giornata è lunga e non escludo di riuscirci in ogni caso.
Però mi è arrivata una bella notizia proprio mezz’ora fa: ho ricevuto una raccomandata davvero liberatoria dalla parrocchia della mia città in cui, dopo quindici giorni circa di attesa, ho avuto la conferma di non essere più facente parte della “Chiesa cattolica Apostolica e Romana” sia da un punto di vista giuridico che civile, nonostante “per la Chiesa cattolica il sacramento del Battesimo conferisce uno status personale ed ineledibile”.
Ma veniamo alla spiegazione di questa pratica che molto probabilmente pochi conosceranno. Grazie alla frequentazione del sito dell’ Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (di cui nell’elenco dei miei “Siti Esterni” c’è il link) sono venuto a conoscenza della possibilità di eliminare completamente, in termini civili e giuridici, la mia appartenenza alla religione cattolica attraverso una pratica detta Sbattezzo.
Essa non è un rito celtico o mistico, ma un atto formale attraverso il quale si richiede al parroco della propria parrocchia di aggiungere una annotazione che indica che l’interessato “ha manifestato la volontà di non far più parte della Chiesa cattolica”.
Se a qualcuno interessasse questo è il link dell’UAAR per ottenere tutte le informazioni necessarie.
Quando si parla di religione non si può fare a meno di citare alcune personalità particolarmente rilevanti o perché ricalcano alla perfezione il nostro personale credo oppure, molto più semplicemente, perché a tutti risulta più facile credere qualcosa se quella stessa cosa è stata affermata in passato da personaggi significativamente autorevoli.
Celeberrime diventano poi nella storia le affermazioni degli scienziati famosi a proposito di Dio.
Chi non ha mai sentito il “Dio non gioca a dadi” oppure il “Dio è sottile ma non malizioso” oppure il “Dio aveva scelta quando creò l’universo?” di Einstein? Altrimenti, per chi è appassionato di astrofisica e abbia letto Stephen Hawking, che dire dell’affermazione sinteticamente esposta “Se conoscessimo la teoria del tutto potremmo guardare dentro la mente di Dio”?
Einstein e Hawking furono deisti o teisti? No di certo, e a conferma di quanto qui affermato porto un altra citazione di Einstein non altrettanto conosciuta quanto le precedenti:
“L’idea di un Dio personale mi è del tutto estranea e mi sembra anche ingenua.”
L’ateismo è una fra le posizioni più difficili da sostenere da parte di una persona. Questo non perché non si sia sufficientemente arguti o acculturati per sostenere la propria posizione ma piuttosto perché la società che ci criconda è completamente imbevuta di religione.
Molto spesso non ci rende nemmeno conto di quanto a volte la libertà di espressione possa essere limitata anche indirettamente. Sarebbe un bene per tutti se tale diritto esistesse e fosse ad appannaggio di ognuno di noi ma purtroppo non è così. Ciononostante la libertà di religione sembra essere sacrosanta e inviolabile. Non importa se uno è un ebreo in uno stato a maggioranza cristiana piuttosto che protestante o buddista. La sua libertà di religione non deve essere mai violata e nel momento in cui una persona offende il credo di chiunque altro è indistintamente attaccato da autorità e gente comune. La mia domanda è: perché? Se io sono liberista oppure comunista perché le mie idee non possono godere della stessa immunità di cui gode la religione?

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