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		<title>La Nuova Prostituzione</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 13:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi nuovamente nella blogosfera dopo più di un mese di “riposo” dovuto per lo più ai vari impegni che mi hanno completamente privato di ogni umore. In particolare ho avuto il piacere di frequentare il 59° Corso di Orientamento Universitario organizzato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa attraverso il quale avrei dovuto ricevere dei chiarimenti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=37&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi nuovamente nella blogosfera dopo più di un mese di “riposo” dovuto per lo più ai vari impegni che mi hanno completamente privato di ogni umore. In particolare ho avuto il piacere di frequentare il 59° Corso di Orientamento Universitario organizzato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa attraverso il quale avrei dovuto ricevere dei chiarimenti sulle varie facoltà che potrei frequentare.<br />
La cosa incredibile è che invece di ridurre ad uno spettro più stretto l’insieme delle probabili facoltà, le ho aumentate riconsiderando alcune materie di studio a cui non avevo pensato o che avevo scartato. Nonostante ciò è stata un’esperienza magnifica: sono rimasto a contatto per circa una settimana con centinaia di persone assolutamente straordinarie con cui il dialogo e la discussione erano le cose più naturali da sostenere. La mia felicità è stata totale. Dopo un estate passata nel più completo isolamento intellettuale, senza la possibilità di poter parlare seriamente con nessuno, questa settimana mi ha rinvigorito in maniera inimmaginabile, fornendomi il nutrimento cerebrale di cui sentivo la mancanza.<br />
Il ritorno però è stato traumatico oltre il livello consentito; infatti mi sono trovato costretto a dover rientrare in contatto con lo schifoso mondo della normalità, di cui non sentivo assolutamente la mancanza, che può essere efficacemente simboleggiato da un unico programma televisivo: “Forum”.<br />
Per chiarire la faccenda, se dipendesse da me le trasmissioni televisive potrebbero essere cancellate dalla faccia della terra. Intendiamoci, ritengo che la televisione sia uno strumento utile per divertirsi con i videogame, con i film o con i cartoni animati e per informarsi con i documentari; ma non posso riuscire a sopportare il suo uso “pornografico” che viene perpetrato da trasmissioni come: il sopracitato “Forum”, il “Grande Fratello”, “Uomini e Donne”, “C’è posta per te”, “L’isola dei famosi”, “La vita in diretta”, ecc&#8230; ecc&#8230;<br />
In fin dai conti se il suo utilizzo si potesse ridurre a ciò che ritengo utile, si potrebbero prendere gli schermi e gettarli dalla finestra perché oramai il computer l’ha sostituita sotto quegli aspetti. L’informazione e il divertimento sono raggiungibili da chiunque grazie alla rete e, secondo l’opinione di chi scrive, la televisione sta diventando obsoleta anche sotto questo punto di vista.<br />
Ma l’aberrante mercimonio dei sentimenti e delle emozioni che viene fatto nelle tante trasmissioni che siamo costretti a sorbirci in maniera continuata a causa della televisione è inaccettabile.<br />
Si configura quindi un nuovo tipo di prostituzione attraverso queste trasmissioni, una prostituzione che potremmo definire “prostituzione del sentimento”.<br />
<span id="more-37"></span><br />
<em>La mancanza del pudore</em><br />
Quante volte durante l’estate abbiamo sentito parlare di privacy? Quante volte abbiamo dovuto sentir parlare di intercettazioni? Quante volte abbiamo sentito i membri dell’attuale maggioranza di governo parlare del caso Anna Falchi?<br />
Io personalmente ho perso il conto di ognuno di questi conteggi e vorrei proprio addurre il caso Anna Falchi per spiegare una cosa ben precisa: la nostra privacy è già tutelata da una legge che è stata approvata nel ’96 e non è assolutamente necessaria la misura di non pubblicazione delle intercettazioni contenuta nel ddl Berlusconi-Alfano con la motivazione che è da lorsignori difesa a spada tratta.<br />
Se una persona ritiene che la propria privacy sia stata violata può già contattare il Garante della Privacy, che prenderà tutte le decisioni del caso e avvierà la procedura di infrazione verso chi non è stato rispettoso della nostra riservatezza. “Ma i giornalisti continuano a pubblicare!” sostengono i nostri rappresentanti in parlamento. Beh, anche i ladri continuano a rapinare nonostante il furto sia un reato, ma nessuno si sogna di far approvare una legge che ripete che “il furto è un reato”, perché è assolutamente inutile.<br />
Nel caso Falchi specifico se lei avesse ritenuto che la propria privacy fosse stata violata dai giornalisti di Repubblica avrebbe potuto denunciare la testata senza problemi. In realtà alla signora interessa poco della propria privacy e lo dimostra il fatto che <a href="http://it.youtube.com/watch?v=m6KvKiR0vEo">in una trasmissione televisiva</a> si sia tolta le mutande e le abbia consegnate a Luttazzi che a sua volta si è messo ad annusarle.<br />
Ora, lasciando perdere questi atteggiamenti da decerebrati, allo stesso modo si assiste a spettacoli dal mio punto di vista peggiori in un numero troppo alto di trasmissioni.<br />
I piagnistei, le ire, i litigi, gli insulti che vediamo in continuazione e che fanno aumentare tanto lo share di certi obbrobri sono probabilmente più debilitanti di quanto si possa immaginare.<br />
Ognuno di noi ha infatti un proprio mondo all’interno di sé che rappresenta la nostra ultima difesa. Il nostro atteggiamento razionale ci consente di proteggerci dalle aggressioni esterne permettendoci di lasciare che gli altri arrivino a conoscerci fino ad un determinato punto, oltre al quale non si possono spingere.<br />
Il nome di questo atteggiamento è pudore e non sarebbe nulla di negativo se esistesse. Anche dal mio personalissimo punto di vista, è importante evitare di mostrare troppo di se agli altri perché si corre il rischio di risultare deboli, facilmente plagiabili e stupidi, sotto un certo punto di vista.<br />
Nel momento in cui una persona, al contrario, da sfogo ai propri istinti più reconditi, esponendosi attraverso degli scatti di sentimentalismo quasi disgustosi e non nascondendo nemmeno la parte più profonda della propria personalità, allora si assiste veramente alla prostituzione di quella persona.<br />
Mettere la propria coscienza sulla graticola, pronta ad essere spolpata dal pubblico in tripudio non è qualcosa di “sano”. È il sintomo di una pazzia che non era nemmeno lontanamente immaginabile qualche anno fa quando ancora la televisione informava al posto di modificare la percezione della realtà.</p>
<p><em>Non sanno di cosa stanno parlando</em><br />
Analizzando poi in profondità qualcuna di queste trasmissioni ci si accorge che compaiono alcuni elementi davvero sconcertanti.<br />
Per fare un esempio, “Forum” in sé e per sé non sarebbe sbagliata come trasmissione, anzi, costituirebbe per noi cittadini un modo come un altro per venire a conoscenza di determinate norme del codice civile e certe sentenze della Suprema Corte di Cassazione utili per la nostra formazione.<br />
Il problema è che questo obbiettivo, nobile dal mio punto di vista, viene completamente travisato dal carattere completamente grottesco di certe cause (palesemente create ex novo) e dall’assoluta noncuranza da parte del pubblico presente in studio degli aspetti giuridici dei fatti. Quando una qualunque delle persone li presenti apre bocca si assiste, nella maggioranza dei casi, o alla “prostituzione dei sentimenti” poco fa descritta oppure a fenomeni di ipocrisia difficilmente equiparabili ad altri.<br />
Il “Grande Fratello” è poi il connubio sintetico e perfetto di “prostituzione dei sentimenti” ed ignoranza. Tralasciando la totale mancanza di i riservatezza da parte degli inquilini della casa, c’è una cosa che mi terrorizza quando sento parlare di tale programma. Se la mente malata che si è inventata quell’obbrobrio avesse avuto una minima idea di cosa è davvero il “Grande Fratello” probabilmente si vergognerebbe di se stessa. Chi ha letto “1984” di George Orwell sa a che cosa mi riferisco ma per chi non ne avesse avuto il piacere sintetizzo in pochi termini qual è il suo vero significato: totalitarismo, mancanza di ogni libertà, completo assoggettamento della persona, controllo della mente altrui.<br />
Personalmente credo che non sia nulla su cui scherzarci sopra, tantomeno con un programma televisivo.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/frankburato.wordpress.com/37/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/frankburato.wordpress.com/37/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/frankburato.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/frankburato.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/frankburato.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/frankburato.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/frankburato.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/frankburato.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/frankburato.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/frankburato.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/frankburato.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/frankburato.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/frankburato.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/frankburato.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/frankburato.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/frankburato.wordpress.com/37/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=37&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Windows vs Mac OS X vs Linux</title>
		<link>http://frankburato.wordpress.com/2008/08/06/windows-vs-mac-os-x-vs-linux/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 12:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Kernel]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Mac OS X]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Una battaglia infinita L&#8217;attuale modello economico e la selezione naturale impongono a tutti gli “investitori”, che possono essere animali nel caso della selezione naturale o società, aziende e persone fisiche nel caso dell&#8217;economia, una semplicissima regola: chi ha le caratteristiche migliori per sopravvivere si diffonde nell&#8217;ambiente, chi non le ha deve farsi da parte. È [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=30&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una battaglia infinita</em><br />
L&#8217;attuale modello economico e la selezione naturale impongono a tutti gli “investitori”, che possono essere animali nel caso della selezione naturale o società, aziende e persone fisiche nel caso dell&#8217;economia, una semplicissima regola: chi ha le caratteristiche migliori per sopravvivere si diffonde nell&#8217;ambiente, chi non le ha deve farsi da parte.<br />
È logico che ad un certo punto ci aspetti di giungere all&#8217;equilibrio in quanto, alla fine, un soggetto che si dimostra particolarmente adatto a “guadagnare” rispetto agli altri riuscirà senza alcun dubbio a diffondersi maggiormente rispetto agli avversari.<br />
Il mondo dell&#8217;informatica è un ottimo banco di prova per questo processo evolutivo ed è anche estremamente vantaggioso sfruttarlo come test empirico perché condensa le modifiche evolutive attuate dalla selezione naturale agli esseri viventi in milioni di anni in pochi decenni, una semplificazione che è difficile da raggiungere persino con l&#8217;economia.<br />
Lo scontro che probabilmente più si presta alla valutazione delle caratteristiche di sopravvivenza è quello tra i sistemi operativi (OS in seguito), che mai come in questi anni hanno avuto un ruolo preponderante nella diffusione del computer come strumento per migliorare la nostra vita.<br />
Dal mio punto di vista è indiscutibile il fatto che il risultato dell&#8217;evoluzione degli OS fino ad oggi abbia condotto alla divisione in tre macro aree che possono essere distinte come segue: Microsoft Windows, Mac OS, GNU/Linux.<br />
Per una ragione o per l&#8217;altra questi OS hanno guadagnato più o meno aree di mercato a seconda delle proprie caratteristiche e soprattutto grazie alle scelte “imprenditoriali” dei dirigenti e dei ricercatori.<br />
Qui voglio procedere all&#8217;analisi entro le mie personali competenze di ciascuno degli OS sopra elencati (basandomi principalmente con la mia esperienza su Microsoft Windows XP, Mac OS X e diverse distro GNU/Linux, principalmente quelle basate su Debian), evidenziando ciò che secondo me sono vantaggi e svantaggi di ciascuno e soffermandomi anche su eventuali sviluppi futuri. Chiedo fin da ora scusa per le eventuali bestemmie informatiche che possa proferire e, per agevolare la lettura, fornisco una definizione essenziale:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kernel">KERNEL</a> = Nucleo del sistema operativo. Si tratta di un software avente il compito di fornire ai processi in esecuzione sull&#8217;elaboratore un accesso sicuro e controllato all&#8217;hardware.<br />
<span id="more-30"></span><br />
<img class="alignleft" src="http://frankburato.files.wordpress.com/2008/08/vista_logo-copy2.jpg?w=150&#038;h=150" alt="" width="150" height="150" /><em>Microsoft Windows</em><br />
Mi dispiace dirlo ma parlare male di Windows è, ora come ora, esattamente come sparare alla croce rossa: un azione moralmente deplorevole ed egoisticamente facile. Questo non perché si tratti di per se di un pessimo sistema operativo ma perché i dirigenti che ne decidono lo sviluppo sono fossilizzati su strategie imprenditoriali dal mio punto di vista inadatte a rendere l&#8217;OS appetibile con le attuali caratteristiche tecniche dei computer.<br />
Il motivo principale che mi spinge a trarre questa considerazione è l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_(computer)">architettura</a> del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Windows_kernel">suo kernel</a>: un blocco formalmente diviso in 2 parti (User Mode e Kernel Mode) che tuttavia si comportano quasi come se fosse un organismo unico. È in fin dai conti un architettura monolitica di vecchio stampo (vedi DOS) in cui non vengono rispettate le moderne regole di indipendenza che consento il miglioramento progressivo dell&#8217;OS (sebbene formalmente sia un kernel ibrido).<br />
Per i profani non è il caso di arrendersi alle parole tecniche che ho usato, si tratta di una cosa facilmente esemplificabile come segue.<br />
Immaginate che Windows sia un enorme Golia, un gigante poderoso che sembra inattaccabile da ogni punto di vista. Qual&#8217;è o svantaggio principale di un gigante così grosso? Sicuramente il fatto che il malfunzionamento di un suo organo preclude la sopravvivenza di tutto il corpo. Basta un sassolino in un occhio per far capitolare il gigante a terra.<br />
Uscendo dalla metafora, cosa succede quando per esempio si installa una nuova periferica in Windows, o quando occorre un errore ad una qualunque delle applicazioni? Nella maggior parte delle occasioni saremmo costretti a riavviare la macchina in quanto alcune delle componenti (specialmente Hardware Abstraction Layer e Configuration Manager) non possono aggiornarsi se non disattivando tutte le altre. In alcuni errori alle applicazioni poi siamo costretti a riavviare il computer come i cavernicoli premendo il tasto reset o togliendo la spina. Questo per lo stesso motivo di prima: le componenti sono cosi strettamente correlate tra loro da costringere tutto il sistema ad interrompersi nel caso accada l&#8217;irreparabile.<br />
Cecità alle esigenze degli utenti? Programmatori incapaci alle dipendenze della società? Sono queste le cause di un difetto così grossolano dell&#8217;OS? No, sicuramente no, soprattutto vedendo i lavori che continuano a produrre in continuazione i programmatori Microsoft.<br />
Dal mio punto di vista il problema risiede in un calcolo imprenditoriale sbagliato al 50% che consiste nel desiderio di mantenere la retrocompatibilità. Quante saranno le aziende che già hanno dei programmi che girano su Windows e che non intendono spendere più del necessario per aggiornare l&#8217;OS? Migliaia, forse centinaia di migliaia se non addirittura milioni. Gli alti papaveri Microsoft non intendono perdere clienti e per questo devono continuare a spingere i propri programmatori a costruire i kernel garantendo la compatibilità nativa con quelli precedenti. Nulla di più legittimo.<br />
Tuttavia c&#8217;è un aspetto sconcertante: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_7">le divisioni di sviluppo Microsoft non sono tutti d&#8217;accordo con questa strategia!</a><br />
In effetti inizialmente Windows Vista doveva avere un kernel completamente ridisegnato da zero. Un progetto meraviglioso in cui andava alla ribalta in sistema delle paravirtualizzazioni ovvero un Exokernel basato su .Net Framework che avrebbe consentito: incremento della sicurezza, aumento della compatibilità, riduzione della monoliticità e aumento dell&#8217;efficienza nella gestione delle risorse.<br />
Purtroppo accadde che l&#8217;ala conservatrice dei programmatori ebbe il sopravvento (e molto probabilmente l&#8217;avrà anche con Windows 7) e si mantenne lo stesso kernel trito e ritrito con poche o nessuna modifica sostanziale e con tante, troppe caratteristiche obsolete come dll, registro di sistema, compatibilità nativa ecc&#8230;ecc&#8230;</p>
<p><img class="alignleft" src="http://frankburato.files.wordpress.com/2008/08/apple-logo1.jpg?w=124&#038;h=150" alt="" width="124" height="150" /><em>Mac OS X</em><br />
Purtroppo, dal mio punto di vista, Mac OS X è un OS poco conosciuto sempre a causa di decisioni imprenditoriali deleterie che non fanno ottenere i meriti di cui invece dovrebbe godere.<br />
Considerazione che viene da un analisi attenta del kernel che, secondo l&#8217;opinione di chi scrive, è forse uno fra i più moderni che ci siano al momento in commercio.<br />
Mac OS X gode di essere definito un OS UNIX based grazie alla derivazione da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mach_(kernel)">Mach</a> (è più corretto dire che è basato su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/XNU">XNU</a>, una fusione tra Mach e FreeBSD; indubbiamente però deriva da Mach), un kernel costruito a partire dal più tradizionalista UNIX ma con una feature in più: la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Inter-process_communication">IPC</a> (Inter-Process Communication).<br />
Essenzialmente le sue caratteristiche principali permettono le seguenti peculiarità:<br />
- Indipendenza tra le componenti garantita da una forte modularizzazione degli strati del kernel (per tornare alla metafora di Golia di Microsoft, si potrebbe dire che Mach è assimilabile al contrario ad un esercito composto da tanti soldati; se ne muore uno non necessariamente la guerra viene persa)<br />
- Riduzione del kernel ad un microkernel in cui la maggior parte dei servizi viene gestita al livello utente.<br />
- Utilizzo migliore di thread e di task attraverso la IPC ovvero possibilità di gestire con estrema facilità ed efficienza anche ambienti paralleli (sia multicore sia a processori fisici multipli).<br />
Conseguenza immediata di tali opzioni è ovviamente l&#8217;eliminazione dei problemi di riavvio del computer: se per installare i driver utilizzo delle librerie che giacciono al livello utente mi basta semplicemente caricarle in runtime, non è necessario riavviare tutto il computer.<br />
Inoltre vi è di sicuro maggior stabilità; escludendo le rarissime (se non uniche) occasioni di kernel panic (errore irreversibile del kernel, così normale in Windows) l&#8217;OS ha il controllo completo delle applicazioni al livello utente grazie all&#8217;IPC e quindi queste possono essere terminate in qualunque momento.<br />
Se poi si considera che Mach (e quindi Mac OS X) è un miglioramento immediato di UNIX vi è una feature non indifferente: la possibilità di utilizzare quasi il 100% delle applicazioni UNIX (comprese quelle GNU/Linux).<br />
Il problema principale di Mac OS X qual&#8217;è dunque? Come Windows una politica aziendale poco previdente che impedisce il decollo di un così buon OS. Il motivo? Mac OS X può essere fatto “girare” solo in computer Apple.<br />
Sebbene sotto un certo punto di vista condivida la scelta (se io so quali sono i computer sui quali il sistema verrà installato è logico che riduco il numero di problemi perché lo ottimizzo al massimo; tutto ciò si traduce infatti in una riduzione dei costi di assistenza e di investimento), dall&#8217;altro la compiango un po&#8217;.<br />
Si tratta di un ottimo sistema operativo che potrebbe facilmente competere, se non surclassare, Microsoft, ed è un peccato che i dirigenti non decidano di sfondare nel mondo delle architetture IBM like.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://frankburato.files.wordpress.com/2008/08/linux-logo.jpg?w=188&#038;h=225" alt="" width="188" height="225" /><em>GNU/Linux</em><br />
Ed ecco il deus ex machina. Usciamo dal mondo del software proprietario ed entriamo nella meravigliosa terra del software libero e Open Source. Che cosa dire di GNU/Linux? Che forse è uno fra gli OS più robusti e solidi mai creati dai programmatori? Che si tratta del più flessibile OS che si possa immaginare? Queste e tante altre sono le proprietà di cui gode e che sicuramente merita.<br />
GNU/Linux, nelle sue tante e numerose distribuzioni, consente di osservare la potenza dello scambio di informazioni in tempo reale: il suo kernel monolitico viene continuamente migliorato, potenziato, reso snello, grazie ai numerosi programmatori che intervenendo nel codice sorgente ne consentono la continua evoluzione.<br />
Sebbene condivida la posizione di Tanenbaum circa la sostanziale prevalenza dei microkernel sui kernel monolitici, grazie alle continue modifiche e sopprattutto grazie ai Loadable Kernel Modules (che sotto un certo punto di vista hanno reso GNU/Linux più simile ad un microkernel che ad un kernel monolitico), GNU/Linux si è dimostrato essere l&#8217;OS più aperto alle modifiche, più scalabile ed efficiente che probabilmente sia esistito (finora).<br />
Non solo. Essendo così aperto non escludo che presto o tardi si arriverà alla sua trasformazione in un Exokernel, cosa che mi auguro sinceramente accada.<br />
Che dire dei difetti. Sicuramente non è tanto user friendly quanto i competitori (nonostante con le distribuzioni di Ubuntu si sia migliorato decisamente questo aspetto) e non gode della fama di essere semplicissimo. Tuttavia mi auguro che i progetti di KDE e Gnome arrivino a perfezionarsi sempre più in modo da consentire ad una gamma maggiormente ampia di utenti di ottenere un OS tanto buono come lo può essere una buona distribuzione GNU/Linux.</p>
<p><em>Il futuro</em><br />
Da ultimo vorrei fare una previsione sul futuro degli OS a fini domestici e aziendali. I kernel devono far fronte sempre più ad una maggior richiesta di efficienza, di sicurezza, di scalabilità e di manutenibilità.<br />
È quindi necessario un indirizzamento verso una programmazione modulare sempre più spinta che consenta al sistema di resistere alla maggior quantità di stress possibili provenienti dall&#8217;utente. L&#8217;unica architettura che dal mio punto di vista consenta di ottenere tale risultato è l&#8217;architettura ad <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Exokernel">Exokernel</a> o a macchine virtuali in cui ogni singola applicazione sia sempre più isolata dalla macchina reale in maniera da consentire non solo indipendenza rispetto alle altre ma anche un maggior grado di efficienza.<br />
L&#8217;aumento delle prestazioni dei computer consente questo tipo di architettura. Una volta, quando ogni singolo ciclo macchina era essenziale, non si poteva perdere un secondo ad eseguire tutte le chiamate di sistema necessarie a gestire un Exokernel ma al giorno d&#8217;oggi, con i processori multicore e l&#8217;aumento esponenziale della velocità dei componenti, questo problema non esiste più.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/frankburato.wordpress.com/30/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/frankburato.wordpress.com/30/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/frankburato.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/frankburato.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/frankburato.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/frankburato.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/frankburato.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/frankburato.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/frankburato.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/frankburato.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/frankburato.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/frankburato.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/frankburato.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/frankburato.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/frankburato.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/frankburato.wordpress.com/30/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=30&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Delinquere o non Delinquere? Questo è il problema.</title>
		<link>http://frankburato.wordpress.com/2008/07/31/22/</link>
		<comments>http://frankburato.wordpress.com/2008/07/31/22/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 11:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Matematica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria dei Giochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un caso tutto italiano Mi sono sempre domandato cosa spinga le persone a violare la legge. È forse per provare l&#8217;ebbrezza della trasgressione? Può essere per una cattiveria intrinseca delle stesse? È plausibile che sia per una necessità primaria di sopravvivenza? Tutti questi argomenti e molti altri ancora potrebbero essere validi per spiegare la causa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=22&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://frankburato.files.wordpress.com/2008/07/johnvonneumann.jpg"><img class="size-medium wp-image-23" src="http://frankburato.files.wordpress.com/2008/07/johnvonneumann.jpg?w=200&#038;h=236" alt="John Von Neumann, uno dei padri della teoria dei giochi" width="200" height="236" /></a><p class="wp-caption-text">Jhon Von Neumann, uno dei padri della teoria dei giochi</p></div>
<p><em>Un caso tutto italiano</em><br />
Mi sono sempre domandato cosa spinga le persone a violare la legge. È forse per provare l&#8217;ebbrezza della trasgressione? Può essere per una cattiveria intrinseca delle stesse? È plausibile che sia per una necessità primaria di sopravvivenza?<br />
Tutti questi argomenti e molti altri ancora potrebbero essere validi per spiegare la causa prima della delinquenza e al giorno d&#8217;oggi tanti sono portati a credere che la terza che ho nominato possa essere una delle più valide.</p>
<p>Tuttavia, se è così, come ci si spiega che moltissimi politici attuali e passati siano portati, o siano stati portati, a violare la legge soprattutto con reati relativi all&#8217;amministrazione della cosa pubblica con tangenti, corruzioni, peculato o altri  simili? Durante tangentopoli ci si sentiva dire molto spesso la classica scusa italiana: “lo fanno tutti, quindi lo faccio anch&#8217;io”. Ma ci sarà qualcuno che ha iniziato, giusto? Ci deve essere una causa prima di questo atteggiamento assolutamente non etico ma soprattutto deleterio per le nostre tasche di cittadini.</p>
<p>Dal mio punto di vista la cosa può essere spiegata in maniera rigorosa e scientifica attraverso l&#8217;ausilio della teoria dei giochi, una delle branche della matematica che, forse seconda solo all&#8217;analisi infinitesimale, ha avuto un effetto immediato nella vita quotidiana di tutti noi.</p>
<p><span id="more-22"></span></p>
<p>Vediamo velocemente di che si tratta. La teoria dei giochi è una disciplina che studia i “giochi” intesi da un punto di vista matematico. Un gioco non è altro una situazione in cui due o più agenti, coscienti od incoscienti, chiamati “decisori” fanno delle scelte riguardanti una determinata situazione. Un esempio di gioco può essere per esempio il poker in cui gli agenti sono i giocatori, che effettuano delle scelte concrete (quanto puntare, se ritirarsi o meno ecc&#8230;ecc&#8230;), ma anche il caso (la composizione del mazzo è fondamentale per sapere le informazioni della partita). Esistono tuttavia molti altri esempi incredibilmente più complessi, difficili da analizzare e generalmente non considerati ludici a cui si può applicare la definizione di gioco che rendono la teoria dei giochi cosi potente: l&#8217;economia (i decisori sono tutti gli investitori, le domande dei consumatori, la produzione di materie prime&#8230;), la guerra (i decisori sono ciascuno dei componenti degli eserciti, le condizioni atmosferiche&#8230;), la politica ecc&#8230;ecc&#8230;<br />
Molto importante, quando si analizza un gioco, è poi la valutazione delle “strategie” e delle funzioni di “guadagno” e di “perdita”.<br />
Si chiama strategia l&#8217;insieme delle decisioni che ciascun agente può scegliere di intraprendere durante lo svolgimento del gioco e possono essere relativamente semplici e deboli, come predeterminare quale sarà il proprio comportamento prima dell&#8217;inizio del gioco, o più astruse e forti, come valutare di volta in volta qual è la scelta migliore.<br />
Ad ogni strategia è poi associata una funzione di “guadagno” e di “perdita” che rispondono a queste domande: “quanto è il mio guadagno se applicherò la strategia X?”, “quanto è la mia perdita se applicherò la strategia Y?”.<br />
È logico che ciascuno dei decisori coscienti cercherà di massimizzare la funzione di guadagno e minimizzare la funzione di perdita e lo studio del gioco attraverso le tecniche della teoria dei giochi permette proprio di ottenere questo effetto: individuare la strategia che consente di ottenere il massimo vantaggio o di perdere il meno possibile.</p>
<p>Una delle tecniche più facili da capire che ci offre la teoria dei giochi è la “matrice di gioco” ovvero una tabella in cui alle righe e alle colonne sono inserite ciascuna delle scelte che ciascuno dei giocatori (che in questo caso devono essere 2) può intraprendere. In ciascuna delle intersezioni (“celle”) è inserito il guadagno/perdita relativo/a a quella combinazione di decisioni.</p>
<p>Un classico esempio di gioco studiabile con una matrice di gioco è il cosiddetto dilemma del prigioniero, il quale recita così: “Tu e un tuo complice siete arrestati per un reato, e poi siete tenuti in isolamento in celle separate. Vi eravate accordati in anticipo di non parlare ma gli investigatori presentano a ciascuno di voi le seguenti opzioni:</p>
<p>- Se tu confessi ma l&#8217;altro prigioniero non confessa, tu sei libero e lui si prende tre anni di prigione.<br />
- Se l&#8217;altro prigioniero confessa e tu non parli tu prendi tre anni di prigione e lui è libero.<br />
- Se entrambi confessate, vi prendete due anni a testa<br />
- Se entrambi rimanete zitti, vi prendete un anno a testa.”</p>
<p>Ecco la tabella di gioco con sulle righe la mia strategia e sulle colonne la strategia avversaria<br />
Anni di carcere    Parlare     Non parlare<br />
Parlare                 2             3<br />
Non parlare          3             1<br />
(mi scuso per la poca chiarezza, ma non conosco un modo per fare le tabelle in wordpress)</p>
<p>Dallo studio della tabella mi pare evidente quanto segue: non sapendo cosa deciderà di fare il mio avversario con le nuove condizioni mi conviene tentare di ottenere il massimo risultato possibile  e quindi sarò portato a confessare in quanto: se io confesso e l&#8217;altro non parla sarò libero mentre se entrambi confessiamo avrò due anni di carcere. Sicuramente non mi conviene evitare di confessare in quanto: nel caso il mio avversario decidesse di non parlare avrei comunque un anno di carcere ma se al contrario confessasse dovrei subire 3 anni di carcere (il massimo della pena).<br />
D&#8217;altro canto il mio avversario sarà portato ad effettuare lo stesso ragionamento e da qui ne scaturisce la “soluzione del gioco”: entrambi saremmo sempre portati a confessare a prescindere dalle decisioni dell&#8217;altro in quanto così otterremo in ogni caso un risultato accettabile e che soprattutto è indipendente dalla decisione dell&#8217;altro.<br />
Si tratta quindi di un “punto di equilibrio” dal quale nessun giocatore è interessato ad allontanarsi ed è proprio questo punto di equilibrio a determinare la soluzione del gioco.<br />
L&#8217;individuazione del punto di equilibrio è un presupposto fondamentale per la teoria dei giochi e che ci sarà necessario considerare per valutare il problema posto in precedenza: “perché le persone (in Italia) sono portate a delinquere?”<br />
<em><br />
La situazione attuale spiegata con la matematica</em><br />
Oggi come oggi qual è la situazione della giustizia in Italia? Mi sento abbastanza sicuro dal poter affermare che attribuirle l&#8217;aggettivo “penosa” è un mero eufemismo; il termine più corretto sarebbe “catastrofica”, ma queste sono considerazioni matematicamente irrilevanti.<br />
Fondamentale è invece l&#8217;entità delle pene attualmente previste dal codice penale e dal codice di procedura penale (vediamo nello specifico i casi di reati della pubblica amministrazione e delle imprese).<br />
Generalmente per corruzione, tangenti, peculato, falso in bilancio e reati simili sono sempre previste pene particolarmente basse; in rarissimi casi si va oltre ai 7 anni e nei casi più generali la media si attesta intorno ai 3-4 anni di carcere.<br />
Forse potrebbero essere sufficienti queste cifre per iniziare a metterci in guardia ma non basta; le nostre leggi prevedono tutta una serie di eccezioni che molto spesso impediscono anche un solo giorno di carcere. Eccone alcune:<br />
- Le pene sotto i 2 anni di carcere costringono l&#8217;affidamento del condannato ai servizi sociali,<br />
- L&#8217;ultimo indulto ha previsto una decurtazione di 3 anni di pena a quasi tutti i condannati (considerando la media delle pene per i reati qui in esame vi è dunque l&#8217;automatico affidamento ai servizi sociali nella maggioranza dei casi).<br />
- La prescrizione grazie alla legge “ex Cirielli” viene dimezzata per un gran numero dei reati (anche quelli in esame); dai 15-20 anni per lo scatto della prescrizione si è scesi a 7-10 anni.<br />
- I tempi della giustizia sono costantemente rallentati da: ricusazione di giudici, sollevamento di eccezioni di costituzionalità, impedimenti di carattere istituzionale (nei casi dei politici).<br />
Qual è dunque il risultato di questo insieme di “ingredienti”? Nella matrice di gioco diviene assolutamente vantaggioso il corrompere, il ricevere tangenti e il falsificare i bilanci.<br />
Infatti:<br />
- Se io corrompo, falsifico ecc&#8230;ecc&#8230; e non mi prendono: ho un guadagno enorme e rimango impunito<br />
- Se io corrompo, falsifico ecc&#8230;ecc&#8230; e mi prendono: ho comunque scarsissime possibilità di finire in carcere e soprattutto ciò che ho già guadagnato è nettamente superiore alla perdita che subisco nel caso (remotissimo) di aver ricevuto una condanna, specialmente se sono un parlamentare o un membro del governo.<br />
- Se io non corrompo, non falsifico ecc&#8230;ecc&#8230; ovviamente non si può essere presi (perché non si hanno commessi fatti di rilevanza penale) ma perdo moltissimo perché se avessi corrotto, falsificato ecc&#8230;ecc&#8230; avrei guadagnato molto di più anche se mi avessero “beccato”, viste le improbabili possibilità di finire in manette (specialmente se sono un parlamentare).<br />
Morale della favola il nostro attuale sistema giudiziario penalizza chi non delinque e avvantaggia notevolmente chi delinque (anche da un punto di vista matematico). Da qui la spiegazione di tanti fatti che sono a cuore dell&#8217;opinione pubblica: se ci sono immigrati che delinquono e immigrati che non delinquono quelli che non delinquono tendono a non venire nel nostro paese mentre al contrario quelli che delinquono ne sono attratti perché il nostro sistema li può rendere virtualmente degli impuniti assoluti (essendo giudicati dallo stesso ingolfatissimo sistema giudiziario); le attuali decisioni relative alla sicurezza sono dei distrattori ovvero l&#8217;intervento dell&#8217;esercito nelle nostre strade interviene sull&#8217;effetto e non interviene sulla causa (significativa è la dichiarazione dell&#8217;attuale Min. dell&#8217;Interno Maroni: “&#8230;abbiamo voluto incrementare la percezione di sicurezza&#8230;”; mi sembra che se si fossero eliminate nella frase le parole “percezione” e “di” la cosa sarebbe nettamente diversa).</p>
<p>Proviamo ad inasprire le pene, ad aumentare i termini della prescrizione e a permettere che la magistratura lavori autonomamente senza essere accusata di essere “rossa” o di qualsivoglia colore; credo che la situazione possa migliorare. Sarebbe sufficiente rendere ai delinquenti la vita tanto difficile da consigliare di non commettere reati piuttosto che commetterli, e quindi modificare la matrice di gioco che regola la corruzione in maniera da far collocare il punto di equilibrio su “non delinquere”, e tutto sarebbe migliore (credo).<br />
Questa è una cosa che avviene normalmente nel mondo: lo scandalo Enron negli USA a avuto come conseguenza l&#8217;aumento degli anni di carcere per bancarotta e falso in bilancio a 25 anni (ed è avvenuto durante l&#8217;amministrazione Bush); qui alcuni responsabili dei crack Parmalat e Cirio probabilmente non ne hanno fatto nemmeno uno.</p>
<p><em>Una cane che si mangia la coda</em><br />
A questo punto verrebbe voglia di chiedere: “Ok. Allora dov&#8217;è il trucco?”. Il trucco è banalmente semplice: il nostro sistema politico è talmente corrotto che è improponibile che vengano approvate delle leggi che vadano contro i parlamentari stessi. Essendo degli esseri umani tendono ad aumentare i loro benefici a discapito degli altri e quindi alla domanda “Delinquere o non delinquere?” la risposta è inevitabilmente “Delinquere”.</p>
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		<title>Ateismo in Pillole 2</title>
		<link>http://frankburato.wordpress.com/2008/07/19/ateismo-in-pillole-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 10:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ateismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Magisteri]]></category>

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		<description><![CDATA[Magisteri non sovrapposti Oltre alle difficoltà oggettive di tentare di mettere in discussione la religione di fronte al muro di invalicabile insindacabilità e immunità di cui gode ingiustificatamente (argomento che ho già affrontato nei precedenti articoli), vi è anche un effetto poco piacevole legato alla “vigliaccheria” di alcuni scienziati ovvero l&#8217;argomento dei magisteri non sovrapposti. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=18&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://frankburato.files.wordpress.com/2008/07/transcendental.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19" src="http://frankburato.files.wordpress.com/2008/07/transcendental.jpg?w=177&#038;h=300" alt="" width="177" height="300" /></a><em>Magisteri non sovrapposti</em><br />
Oltre alle difficoltà oggettive di tentare di mettere in discussione la religione di fronte al muro di invalicabile insindacabilità e immunità di cui gode ingiustificatamente (argomento che ho già affrontato nei precedenti articoli), vi è anche un effetto poco piacevole legato alla “vigliaccheria” di alcuni scienziati ovvero l&#8217;argomento dei magisteri non sovrapposti.</p>
<p>Cosa significa “magisteri non sovrapposti”? È un concetto condivisibile o meno che consiste semplicemente in questo: la scienza ha il compito di svelare il <em>come</em> la natura si comporti mentre la religione, e la teologia, ha il compito di svelare il <em>perché</em>.</p>
<p>Quante volte vi è capitato di ascoltare una discussione tra eminenti e illuminate personalità in cui alle domande cosiddette “religiose” gli scienziati affermavano:<em> “Qui entriamo nel campo insondabile dalla scienza e quindi le conviene rivolgere la questione al mio parroco.”</em>?<br />
Perché il parroco e perché non un giardiniere o un salumiere o un avvocato? Perché questo rispetto immeritato verso la teologia?</p>
<p><span id="more-18"></span><br />
In profondità della questione c&#8217;è proprio l&#8217;argomentazione dei magisteri non sovrapposti: la scienza non ha il minimo diritto di andare a ficcare il naso nelle questioni religiose e la religione non ha il minimo diritto di andare a ficcare il naso in quelle scientifiche.<br />
Personalmente ritengo questo atteggiamento una deboscia indegna di ogni pensiero scientifico o definibile tale. Per alcune motivazioni davvero semplici.</p>
<p>Innanzitutto qualcuno risponda ad alcune di queste domande: perché gli unicorni sono cavi? Qual&#8217;è il colore dell&#8217;astrazione? Qual&#8217;è l&#8217;odore della speranza? Ovviamente sarebbe alquanto difficile trovare una risposta diversa da “la domanda è priva di fondamento logico” nonostante grammaticalmente si tratti di domande ineccepibili.<br />
Giriamo la questione: chi lo dice che domande come “Perché esistiamo?” o “Da dove veniamo?” dovrebbero essere logicamente corrette? Sebbene lo siano da un punto di vista grammaticale chi mi può confermare che non siano in realtà delle illogicità incommensurabili e quindi indegne di essere studiate da “discipline” come la teologia?</p>
<p>Seconda questione; perché le domande religiose non possono essere affrontate di petto con il raziocinio e la scienza? Se io pongo le seguenti questioni: “Gesù resuscitò Lazzaro?” oppure “È possibile il concepimento da parte di una vergine?” chi può affermare che non siano domande scientifiche?! Si tratta di questioni empiriche, sperimentali, che è possibile verificare. Chiunque, ogni oltre ragionevole dubbio, alla domanda “Può la passata di pomodoro resuscitare una persona?” può rispondere con assoluta certezza “No perché le persone dopo la morte non possono resuscitare”. Non si tratta di cattiveria o di accanimento ma di semplice buon senso. Non abbiamo mai avuto la prova sperimentale che la passata di pomodoro, o qualunque altra cosa, possa resuscitare una persone e allo stesso modo possiamo concludere (in base alle conoscenze attuali) che nessuno possa resuscitare.</p>
<p>Terza questione: se le domande “religiose” sono di carattere scientifico, perché la teologia dovrebbe avere maggior diritto della scienza di rispondere? Dal mio punto di vista è una cortesia inimmaginabile che gli studiosi concedono ai teologi che è molto bene espressa dalle parole di Richard Dawkins, i cui libri ispirano tutti i miei post sull&#8217;ateismo:<em> “&#8230;siccome i teologi non hanno nulla di utile da dire in merito a nulla, diamo loro un contentino e lasciamo che se la vedano con due o tre quesiti  cui nessuno può e forse potrà mai rispondere”</em>. Una frase di una sintesi e di una chiarezza sublime secondo l&#8217;opinione di chi scrive.</p>
<p>Infine vorrei portare un ultimo esempio che secondo la mentalità comune italiana è forse il più efficiente per etichettare l&#8217;idea dei magisteri non sovrapposti come vigliaccamente insostenibile: “se gli altri non lo fanno allora non lo faccio nemmeno io”. Scena ipotetica: un recente studio dimostra che le preghiere non hanno il minimo effetto, nemmeno quello placebo, sulla salute dei malati. Reazione della religione “Lo studio è inutile perché non dimostra nulla da un punto di vista spirituale”. Capovolgiamo la scena: un recente studio dimostra che le preghiere riescono a curare il cancro. Ve la immaginate la curia romana che risponde come nella scena precedente? Non prendiamoci in giro. La reazione sarà “Ecco avete visto?! Anche la scienza sostiene quello che noi affermiamo da secoli!”.<br />
Ora, scusate la franchezza e la spietatezza, ma se la religione ha il diritto di porre delle osservazioni sugli studi scientifici perché la scienza non ha il diritto di porre osservazioni sugli “studi” teologici?<br />
Vi lascio con le parole di Thomas Jefferson: <em>“Non c&#8217;è posto per una cattedra di teologia nelle nostre istituzioni”.</em><br />
Alla prossima pillola.</p>
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		<title>Il santo Graal quantistico</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 12:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Meccanica quantistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sapevate che il gatto di Schrödinger poteva essere sia morto che vivo? Non sto scherzando; Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger, colui che potremmo definire uno dei padri fondatori della meccanica quantistica, per esemplificare le possibilità che il mondo quantico da a disposizione nel mondo macroscopico definì proprio il cosiddetto “paradosso del gatto di Schrödinger”. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=15&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://frankburato.files.wordpress.com/2008/07/computerquantistico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17" src="http://frankburato.files.wordpress.com/2008/07/computerquantistico.jpg?w=300&#038;h=208" alt="" width="300" height="208" /></a>Lo sapevate che il gatto di Schrödinger poteva essere sia morto che vivo? Non sto scherzando; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erwin_Schr%C3%B6dinger">Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger</a>, colui che potremmo definire uno dei padri fondatori della meccanica quantistica, per esemplificare le possibilità che il mondo quantico da a disposizione nel mondo macroscopico definì proprio il cosiddetto “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_gatto_di_Schr%C3%B6dinger">paradosso del gatto di Schrödinger</a>”.<br />
Il paradosso recita così: “Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in modo parimenti verosimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro.”<br />
Ora rispondete a questa domanda: il gatto è vivo o è morto dopo un ora in cui si è lasciato a se stante il sistema?<br />
Il buon senso ci spingerebbe a rispondere che il gatto è o vivo o morto e uno dei due stati esclude l&#8217;altro. Bene, secondo la meccanica quantistica, nel momento in cui chiudiamo la scatola il gatto è “vivo <strong>e</strong> morto”.<br />
Questo non perché ci sia un trucco nella scatola che ci permette di giungere a questo risultato ma per un principio base della fisica quantistica conosciuto come sovrapposizione di stati.<br />
Tale principio afferma pressapoco quanto segue: nel momento in cui si sospende l&#8217;osservazione di un sistema (dove per osservazione si intende ogni forma di interazione con l&#8217;esterno) ciascuno degli stati che può assumere il sistema è assunto contemporaneamente a tutti gli altri.<br />
È proprio questo il principio che diede la luce all&#8217;idea dei computer quantistici, queste macchine esoteriche che dovrebbero cambiare completamente il nostro modo di intendere l&#8217;informatica. Tuttavia se i computer quantistici potessero risolvere tutte le classi di problemi esistenti il nostro mondo sarebbe molto diverso: potremmo chiedere loro di individuare delle regolarità nel mercato azionario, o dei dati meteorologici, o dell&#8217;attività cerebrale.<br />
Sarebbe possibile far estinguere i matematici perché si potrebbe loro richiedere di valutare ogni possibile dimostrazione e confutazione di congetture, diciamo di un miliardo di simboli, e valutarne la correttezza.<br />
Molto probabilmente se avessimo la possibilità di costruire delle simili macchine potremmo già vedere negli scaffali dei nostri negozi i motori a curvatura o gli scudi antigravitazionali.<br />
La realtà è molto diversa ed è la seguente: i computer quantistici sono in grado di risolvere una determinata classe di problemi in maniera molto efficiente e sono anche in grado di risolvere tutti i problemi che i computer classici sanno risolvere anche con una maggiore velocità, ma non saranno mai in grado di risolvere tutti i problemi esistenti.<br />
Ma partiamo dall&#8217;inizio: cos&#8217;è un computer quantistico?</p>
<p><span id="more-15"></span></p>
<p><em>Dai bit ai qubit</em><br />
Oggi i nostri computer lavorano esclusivamente in binario, ovvero sanno fare tutto quello che fanno, anche visualizzare questa pagina web, elaborando delle sequenze di zeri e di uni memorizzati in supporti elettronici.<br />
I computer quantistici non si comportano in modo tanto diverso: lavorano sempre con zeri e uni ma questi non vengono rappresentati come delle differenze di potenziale tra due punti ma da alcune particelle e dal loro senso di rotazione. Questi sono i qubit.<br />
Se una particella gira in senso antiorario allora diciamo che il qubit associato a quella particella è 0 mentre se gira in senso orario allora diciamo che il qubit associato a quella particella è 1. Niente di più semplice.<br />
Ma allora perché i computer quantistici dovrebbero essere così potenti se quello che cambia è solo il modo in cui rappresentiamo l&#8217;informazione?<br />
Effettivamente c&#8217;è dell&#8217;altro, qualcosa di molto più interessante e molto più affascinante.<br />
Immaginiamo di avere a disposizione, non so, 100 qubit in un computer. Considerando che questi qubit gireranno o in senso orario o antiorario allora potrebbero rappresentare uno e un solo numero arbitrario compreso tra 0 e <img src='http://s0.wp.com/latex.php?latex=2%5E%7B100%7D-1+&amp;bg=ffffff&amp;fg=545454&amp;s=0' alt='2^{100}-1 ' title='2^{100}-1 ' class='latex' />. Se però applichiamo il principio di sovrapposizione degli stati allora otteniamo qualcosa di straordinario: i nostri 100 qubit, nel momento in cui sospendiamo l&#8217;osservazione, assumono contemporaneamente i valori di <strong>tutti</strong> i numeri compresi tra 0 e <img src='http://s0.wp.com/latex.php?latex=2%5E%7B100%7D-1+&amp;bg=ffffff&amp;fg=545454&amp;s=0' alt='2^{100}-1 ' title='2^{100}-1 ' class='latex' /> il che significa che il computer, dopo avergli fornito le informazioni necessarie, sarebbe in grado di valutare una determinata condizione contemporaneamente a circa <img src='http://s0.wp.com/latex.php?latex=10%5E%7B70%7D+&amp;bg=ffffff&amp;fg=545454&amp;s=0' alt='10^{70} ' title='10^{70} ' class='latex' /> numeri!<br />
Detto così sembra straordinario ma sa da troppo bello per essere vero. E purtroppo è proprio così.</p>
<p><em>La condizione invalicabile dell&#8217;interferenza distruttiva</em><br />
Torniamo un momento al gatto di Schrödinger. Siamo d&#8217;accordo che nel momento in cui riprendiamo l&#8217;osservazione aprendo la scatola, sempre per il principio di sovrapposizione degli stati, allora il paradosso smette di essere tale: il gatto o sarà morto o sarà vivo e non ci sono alternative. La ripresa dell&#8217;osservazione ci fa uscire dal paese delle meraviglie quantistiche di Alice per tornare nel nostro mondo reale. Il problema però sta proprio nel fatto che noi non possiamo prevedere quale sarà lo stato del gatto. Ci sarà quindi una funzione di probabilità secondo la quale noi possiamo prevedere se il gatto uscirà dalla scatola morto oppure vivo ma non possiamo saperlo con assoluta certezza.<br />
Lo stesso vale per il nostro computer quantistico; nel momento stesso in cui riprendiamo l&#8217;osservazione dei qubit (magari anche solo leggendoli, ovvero valutando il risultato dell&#8217;elaborazione) ci troviamo di fronte ad una situazione incresciosa: la probabilità che abbiamo di leggere il risultato che ci aspettiamo sarà solo di <img src='http://s0.wp.com/latex.php?latex=1%2F%7B2%5E%7B100%7D-1%7D+&amp;bg=ffffff&amp;fg=545454&amp;s=0' alt='1/{2^{100}-1} ' title='1/{2^{100}-1} ' class='latex' /> proprio perché tutti gli stati che possono essere assunti dai qubit hanno tutti la stessa identica probabilità di essere letti al termine dell&#8217;elaborazione.<br />
Per fortuna c&#8217;è un trucco abbastanza semplice che ci consente di sorpassare questa difficoltà ed è chiamata interferenza distruttiva.<br />
Tale fenomeno avviene nel momento in cui delle particelle aventi caratteristiche opposte si scontrano tra di loro e consiste nell&#8217;annullamento reciproco di ognuna.<br />
In pratica un buon algoritmo applicabile in un computer quantistico deve essere in grado, durante l&#8217;elaborazione, di far andare incontro all&#8217;elisione delle soluzione sbagliate facendo in modo che alla fine dell&#8217;elaborazione ci sia la probabilità di 1 (ovvero del 100%) di leggere la soluzione cercata.<br />
Nel 1994 Peter Shor, del Massachussets Institute of Technology, ha scoperto il primo esempio di algoritmo quantistico che potrebbe accelerare in maniera spettacolare la soluzione del problema della fattorizzazione di numeri enormi sfruttando proprio l&#8217;interferenza distruttiva.<br />
Considerando che il numero di istruzioni per risolvere tale problema è, chiamando n il numero da fattorizzare, nei computer classici <img src='http://s0.wp.com/latex.php?latex=2%5E%7Bn%7D+&amp;bg=ffffff&amp;fg=545454&amp;s=0' alt='2^{n} ' title='2^{n} ' class='latex' /> mentre è <img src='http://s0.wp.com/latex.php?latex=n%5E%7B2%7D+&amp;bg=ffffff&amp;fg=545454&amp;s=0' alt='n^{2} ' title='n^{2} ' class='latex' /> nei computer quantistici, si tratta sicuramente di un risultato straordinario.<br />
Per tutti i restanti problemi che non offrono la possibilità di sfruttare l&#8217;interferenza distruttiva o proprietà simili, i computer quantistici saranno solo un po&#8217; più efficienti ma mai molto più efficienti dei computer classici.</p>
<p><em>Il computer Magico</em><br />
Quindi come fare a trovare dei computer effettivamente magici in grado di trovare tutte le soluzioni possibili a tutti i possibili problemi? La fisica propone delle idee particolarmente suggestive.<br />
La prima che voglio proporre presenta una modifica delle proprietà lineari della meccanica quantistica. Se si aggiungesse un piccolo termine non lineare alle equazioni quantistiche si potrebbe supporre che i computer possano risolvere in tempi rapidi la maggior parte dei problemi esistenti. Ciò avrebbe delle conseguenze interessanti in quanto, se si aggiungesse tale termine, si violerebbe il principio di indeterminazione di Heisenberg e inviare quindi segnali ad una velocità maggiore di quella della luce. Nulla vieterebbe di farlo, dato che le attuali teorie sulla natura invalicabile della velocità della luce sono appunto teorie, congetture. Tuttavia risulta alquanto improbabile pretendere di violare un principio che ha ormai raggiunto lo status di legge fisica.<br />
Un altra possibilità sarebbe costruire una macchina, già ipotizzata, dotata di un enorme potenza di calcolo ammassando un numeri infinito di istruzioni in un tempo finito. Anche qui si va incontro a problemi tecnici insormontabili in quanto quando si ha a che fare con intervalli i tempo inferiori ai <img src='http://s0.wp.com/latex.php?latex=10%5E%7B-43%7D+&amp;bg=ffffff&amp;fg=545454&amp;s=0' alt='10^{-43} ' title='10^{-43} ' class='latex' /> secondi il tempo degenera in un mare di fluttuazioni quantistiche, una sorta di schiuma al posto di una linea retta omogenea, e sarebbe quindi impossibile costruire una macchina di questo tipo.<br />
L&#8217;ultima, quella che ritengo più affascinante, è una macchina che sfrutti le CTC ovvero closed time-like curves, in italiano curve chiuse nel tempo, ovvero dei percorsi attraverso i quali materia ed energia potrebbero incontrare loro stesse nel passato. Si tratterebbe di viaggi nel tempo, attualmente possibili da un punto di vista teorico,  di cui la fisica non è ancora in grado di confutarne o confermarne l&#8217;esistenza.<br />
Ciò che si prospetta è intrinsecamente eccezionale: qualunque programma tentassimo di far eseguire porterebbe la soluzione immediatamente. Basterebbe creare una situazione tale per cui ogni algoritmo necessitasse di una quantità minima di memoria e una quantità anche infinita di tempo per risolvere un problema e l&#8217;utilizzo delle CTC ridurrebbe a zero anche il tempo effettivamente percepito.<br />
Se mai dovessero arrivare anche i computer funzionanti a CTC tutto ciò che ora possediamo in grado di eseguire dei calcoli (anche il nostro cervello, anche i computer quantistici) risulterà tanto efficiente quanto un abaco.</p>
<p><em>(Se qualcuno dovesse essere interessato ad approfondire l&#8217;argomento consiglio la lettura dell&#8217;articolo </em>&#8220;I limiti del computer quantistico&#8221; <em>Le Scienze 477 Maggio 2008 pag. 76)</em></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/frankburato.wordpress.com/15/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/frankburato.wordpress.com/15/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/frankburato.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/frankburato.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/frankburato.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/frankburato.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/frankburato.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/frankburato.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/frankburato.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/frankburato.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/frankburato.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/frankburato.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/frankburato.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/frankburato.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/frankburato.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/frankburato.wordpress.com/15/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=15&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sbattezzo</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 11:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Apostasia]]></category>
		<category><![CDATA[Ateismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sbattezzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ero seriamente intenzionato a scrivere un post sui computer quantistici. La giornata è lunga e non escludo di riuscirci in ogni caso. Però mi è arrivata una bella notizia proprio mezz&#8217;ora fa: ho ricevuto una raccomandata davvero liberatoria dalla parrocchia della mia città in cui, dopo quindici giorni circa di attesa, ho avuto la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=14&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ero seriamente intenzionato a scrivere un post sui computer quantistici. La giornata è lunga e non escludo di riuscirci in ogni caso.</p>
<p>Però mi è arrivata una bella notizia proprio mezz&#8217;ora fa: ho ricevuto una raccomandata davvero liberatoria dalla parrocchia della mia città in cui, dopo quindici giorni circa di attesa, ho avuto la conferma di non essere più facente parte della &#8220;Chiesa cattolica Apostolica e Romana&#8221; sia da un punto di vista giuridico che civile, nonostante &#8220;per la Chiesa cattolica il sacramento del Battesimo conferisce uno status personale ed ineledibile&#8221;.</p>
<p>Ma veniamo alla spiegazione di questa pratica che molto probabilmente pochi conosceranno. Grazie alla frequentazione del sito dell&#8217; Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (di cui nell&#8217;elenco dei miei &#8220;Siti Esterni&#8221; c&#8217;è il link) sono venuto a conoscenza della possibilità di eliminare completamente, in termini civili e giuridici, la mia appartenenza alla religione cattolica attraverso una pratica detta Sbattezzo.</p>
<p>Essa non è un rito celtico o mistico, ma un atto formale attraverso il quale si richiede al parroco della propria parrocchia di aggiungere una annotazione che indica che l&#8217;interessato &#8220;ha manifestato la volontà di non far più parte della Chiesa cattolica&#8221;.</p>
<p>Se a qualcuno interessasse <a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/">questo</a> è il link dell&#8217;UAAR per ottenere tutte le informazioni necessarie.</p>
<p><span id="more-14"></span></p>
<p>Ecco il contenuto del Decreto dell&#8217;Ordinario diocesano che ha dato l&#8217;autorizzazione al parroco di &#8220;sbattezzarmi&#8221;:</p>
<p>&#8220;PREMESSO CHE:<br />
per la Chiesa cattolica il sacramento del Battesimo conferisce uno status personale ed indelebile;<br />
la relativa annotazione negli appositi registri documenta un fatto storico, che come tale non può essere cancellato; <em>[ciononostante è possibile aggiungere informazioni, come la possibilità di rendere atto di non riconoscersi nella fede interessata nda]<br />
</em>la Chiesa cattolica, ordinamento giuridico indipendente e autonomo del proprio ordine, ha il diritto nativo e proprio di acquisire, conservare e utilizzare per i propri fini istituzionali i dati relativi alle persone dei fedeli, agli enti ecclesiastici e alle aggregazioni ecclesiali; <em>[giro di parole per dire che è loro intenzione scomunicarmi, pur non rendendosi conto che è proprio ciò che desidero nda]<br />
</em>CONSIDERATO CHE<br />
le premesse sinteticamente richiamate hanno trovato conferma anche in pronunce del Garante per la protezione dei dati personali nelle quali è chiaramente riaffermato il pieno diritto della Chiesa cattolica alla tenuta dei registri battezzati, in piena ottemperanza del decreto legislativo n. 196/2003;<br />
VISTO<br />
l&#8217;art. 2 §7 del decreto generale della Conferenza Episcopale Italiana del 30 Ottobre 1999 recante &#8220;Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e riservatezza&#8221; <em>[ed ecco finalmente, a seguito, la liberazione, e la comunicazione formale nda],</em></p>
<p style="text-align:center;"><strong>TI AUTORIZZO</strong></p>
<p style="text-align:left;">ad apporre a margine dell&#8217;atto di battesimo del Signor Francesco BURATO, ai sensi e per gli effetti della vigente normativa canonica, la seguente affermazione: <strong>&#8220;in forza del Decreto dell&#8217;Ordinamento diocesano, prot. xxx/xx del 8 luglio 2008, si annota che Francesco BURATO ha amnifestato la volontà di non far più parte della Chiesa cattolica&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:left;">Si fa presente che l&#8217;annotazione di cui sopra comporta per l&#8217;interssato le seguenti conseguenze di ordine canonico:<br />
- esclusione dai sacramenti (cf. can. 843);<br />
- esclusione dall&#8217;incarico di padrino (cf. cann. 874 § 1, 3° e 893 §1);<br />
- esenzione dall&#8217;obbligo della forma canonica per il matrimonio (cf can. 1117);<br />
- necessità della licenza dell&#8217;Ordinario del luogo per l&#8217;ammissione al matrimonio canonico (cf. can. 1071 § 1, 4°)<br />
- privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di pentimento (cf. can. 1184 § 1,1°).&#8221;</p>
<p style="text-align:left;">Leggerezza, senso di liberazione. Ecco quali sono state le mie sensazioni non appena ho letto questa importante missiva. Liberazione dovuta al fatto per gli articoli <a href="http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c1a1_it.htm">nn. 1267 e 1269</a> del catechismo il battesimo <em>«incorpora alla Chiesa»</em> e <em>«il battezzato non appartiene più a se stesso […] perciò è chiamato […] a essere «obbediente» e «sottomesso» ai capi della Chiesa»</em>. Quindi ora non appartengo più a nessuno, se non a me stesso. Leggerezza perché ora posso finalmente (anche giuridiamente e civilmente) dichiarare di non professare alcuna religione, elidendo quel po&#8217; di ipocrisia che ancora non potevo cancellare se non tramite questo atto.</p>
<p style="text-align:left;">Ho sorriso dopo aver finito di leggere la raccomandata. Sono felice e orgoglioso di quello che ho fatto. Sicuramente il mio gesto di indipendenza avrà delle conseguenze e dovrò sostenere in tutti i modi possibili la sostanziale differenza esistente tra me e chi crede in qualcosa che nega la libertà di pensiero immobilizzando la ragione e l&#8217;intelletto con preconcetti e dogmi. Perlomeno però potrò godermi la mia <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apostasia">apostasia</a></em>, non nascondendo una certa soddisfazione, e la relativa <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scomunica" target="_blank">scomunica <em>latae sententiae</em></a></em>.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/frankburato.wordpress.com/14/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/frankburato.wordpress.com/14/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/frankburato.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/frankburato.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/frankburato.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/frankburato.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/frankburato.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/frankburato.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/frankburato.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/frankburato.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/frankburato.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/frankburato.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/frankburato.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/frankburato.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/frankburato.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/frankburato.wordpress.com/14/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=14&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il memoma Italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 13:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Come può un intero popolo di una o più nazioni essere unitamente e totalmente propenso ad un determinato tipo di comportamento? Perché certe nazioni sembrano convivere senza problemi con la corruzione e con la malavita mentre altre le tengono a distanza con tutte le forze possibili? Quale è la ragione che conduce la gente ad [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=12&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come può un intero popolo di una o più nazioni essere unitamente e totalmente propenso ad un determinato tipo di comportamento? Perché certe nazioni sembrano convivere senza problemi con la corruzione e con la malavita mentre altre le tengono a distanza con tutte le forze possibili? Quale è la ragione che conduce la gente ad accettare un regime totalitario rinunciando alla propria libertà (oltre che la disperazione)?</p>
<p>Montesquieu ci insegna che ogni nazione è dotato di uno spirito ad essa intrinseco per la qual cosa ogni riforma rivelatasi eccelsa in un territorio potrebbe risultare devastante in un altro.</p>
<p>Questo era definito lo spirito delle leggi ed era una giustificazione più che plausibile per spiegare perché un modello moderno di uno stato poteva essere incompatibile con un altro.</p>
<p>Oggi però voglio introdurre un concetto molto più sofisticato e più adatto per spiegare i fenomeni che ho citato nell&#8217;introduzione che rappresenta, se sarà verificato come corretto, uno strumento di analisi antropologica infinitamente più potente dello spirito delle leggi. Tale concetto è quello di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meme">meme</a>.<br />
<span id="more-12"></span><br />
Ineccepibile è in questo caso la definizione di wikipedia, che non intendo riassumere:</p>
<p>“Un meme è una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria &#8211; per esempio un libro &#8211; ad un&#8217;altra mente o supporto. In termini più specifici, un meme è &#8220;un&#8217;unità auto-propagantesi&#8221; di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica.”</p>
<p>Concetto introdotto per la prima volta da Richard Dawkins nel suo saggio “The Selfish Gene” in Italiano “Il Gene Egoista”, è un&#8217;ipotesi evoluzionistica davvero interessante che ha delle implicazioni rivoluzionarie nello studio della storia e del comportamento di gruppo.</p>
<p>Da un punto di vista anche solo scientifico è, dal mio punto di vista, suggestivo immaginare che l&#8217;informazione e la cultura che oggi ci contraddistinguono sono strettamente correlate al nostro passato proprio perché, esattamente come avviene con i geni, anche i memi sono soggetti alle leggi della selezione naturale.</p>
<p>Vista in una certa luce è anche confortante come ipotesi considerando che, almeno nel cosiddetto mondo occidentale, l&#8217;evoluzione memetica ha portato alla nascita di una grande quantità di stati democratici. Mi basta pensare che in passato vi erano solo ed esclusivamente regimi assolutistici per ritenermi soddisfatto di essere nato in quest&#8217;epoca. Tuttavia c&#8217;è anche un lato estremamente sconcertante riguardo questa analisi che è la seguente: perché qui in Italia non si è in grado di reagire in maniera dura contro la corruzione, il malcostume e il manganello? Perché in Inghilterra, in Finlandia oppure in America le persone si indignano di fronte ai furti, alle estorsioni, alle corruzioni e alle truffe mentre qui in Italia ci rassegnamo e continuiamo per la nostra strada?</p>
<p>Perché in Italia continua a sopravvivere la mafia?</p>
<p>Queste sono alcune delle domande che seguito a pormi e a cui nessuno sa rispondere.</p>
<p>Dato che nessuno è ancora riuscito ad aiutarmi provo allora ad avanzare un idea: l&#8217;Italia possiede un codice memetico inadatto alla democrazia.</p>
<p>Storicamente il nostro paese ha avuto uno sviluppo deleterio da un punto di vista politico. Siamo partiti dalla repubblica romana e subito dopo siamo passati all&#8217;impero (manganello). Dall&#8217;impero siamo passati ai feudi (manganello) che si sono trasformati in signorie (manganello). Fatta eccezione per alcuni stati regionali, come la repubblica di Venezia (sebbene sarebbe meglio definirla oligarchia di Venezia) e la repubblica di Genova, in tutto il resto d&#8217;Italia abbiamo assistito alla costituzione di ducati, regni e contee costantemente separate e in continua guerra tra di loro. Abbiamo subito la dominazione straniera per secoli e secoli (manganello), poi siamo arrivati al risorgimento in cui i Savoia hanno riunificato lo stato e successivamente si è assistito ad un periodo che, sebbene poco democratico, era perlomeno sopportabile. Tale lasso di tempo tuttavia è durato poco perché il ventennio fascista era alle porte (manganello). Finita la seconda guerra mondiale siamo passati alla repubblica Italiana e al quarantennio democristiano.<br />
In quel periodo non vi era un regime ma la corruzione stava diventando pratica quantomai diffusa ed il malcostume è sfociato nella Tangentopoli degli anni &#8217;90.</p>
<p>Ora siamo di fronte, secondo il modo di vedere, al collasso del sistema: l&#8217;economia è stazionaria a causa delle mancate liberalizzazioni delle attività impropriamente ancora sotto il controllo dello stato e della crisi generale che affligge l&#8217;occidente; i 3 poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) si stanno invischiando tra di loro determinando effetti devastanti nella nostra vita di tutti i giorni; il popolo Italiano diventa sempre più indifferente alla politica e sempre più ignorante.</p>
<p>Insomma, ci sono tutti i presupposti per tornare ad essere sotto il manganello di un nuovo regime; e le prime avvisaglie sono già presenti: l&#8217;informazione è controllata, filtrata e censurata da chi governa, la gente viene continuamente distratta da problemi irreali e costantemente plagiata ad atteggiamenti razzisti e totalitaristi, la giustizia non è più in grado di garantire la sicurezza, è iniziata la militarizzazione e la soppressione dell&#8217;opposizione (non quella al parlamento; quella della gente).</p>
<p>Come se non bastasse sento sempre più spesso la seguente frase: “qui in Italia ci vorrebbe un dittatore che metta a posto le cose”; quindi qui termino le mie prove e inizio l&#8217;argomentazione: “ l&#8217;Italia possiede un codice memetico inadatto alla democrazia”.</p>
<p>Se il memoma (corrispettivo di genoma) italiano è stato soggetto all&#8217;evoluzione e alla selezione naturale di questi ultimi duemila e più anni, questa evoluzione ha sempre avuto come risultato una unilaterale tendenza alla dominazione. Evidentemente, esattamente come nella selezione naturale un essere che presenti delle determinate caratteristiche sia più avvantaggiato rispetto ad altri (perché accede più facilmente al cibo o perché si riproduce più velocemente), allo stesso modo le idee autoritarie hanno delle caratteristiche importanti per garantire la sopravvivenza nella nostra penisola.</p>
<p>Non so quali siano i vantaggi di questo atteggiamento ma ciò spiegherebbe il motivo per il quale noi Italiani non possiamo sperare di sfuggire dal malcostume e dalla miopia: la nostra idea di società si è evoluta durante la storia in una maniera ed è difficile immaginare che cambi da un giorno all&#8217;altro.</p>
<p>Prezzolini, quando si riteneva un liberale conservatore in quanto unico atteggiamento capace di limitare la cattiveria dell&#8217;uomo italiano, forse non era troppo distante dalla realtà. Tuttavia, se anche i governanti si liberano dai lacci imposti dallo stato di diritto liberista, anche questo atteggiamento si rivelerà (e si è già rivelato) fallimentare.</p>
<p>Dobbiamo trovare il nostro spirito della legge oppure il modo per contrastare l&#8217;evoluzione memetica. Solo così potremmo diventare una democrazia.</p>
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		<title>Ateismo in Pillole 1</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 22:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di religione non si può fare a meno di citare alcune personalità particolarmente rilevanti o perché ricalcano alla perfezione il nostro personale credo oppure, molto più semplicemente, perché a tutti risulta più facile credere qualcosa se quella stessa cosa è stata affermata in passato da personaggi significativamente autorevoli. Celeberrime diventano poi nella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=11&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di religione non si può fare a meno di citare alcune personalità particolarmente rilevanti o perché ricalcano alla perfezione il nostro personale credo oppure, molto più semplicemente, perché a tutti risulta più facile credere qualcosa se quella stessa cosa è stata affermata in passato da personaggi significativamente autorevoli.</p>
<p>Celeberrime diventano poi nella storia le affermazioni degli scienziati famosi a proposito di Dio.</p>
<p>Chi non ha mai sentito il &#8220;Dio non gioca a dadi&#8221; oppure il &#8220;Dio è sottile ma non malizioso&#8221; oppure il &#8220;Dio aveva scelta quando creò l&#8217;universo?&#8221; di Einstein? Altrimenti, per chi è appassionato di astrofisica e abbia letto Stephen Hawking, che dire dell&#8217;affermazione sinteticamente esposta &#8220;Se conoscessimo la teoria del tutto potremmo guardare dentro la mente di Dio&#8221;?</p>
<p>Einstein e Hawking furono deisti o teisti? No di certo, e a conferma di quanto qui affermato porto un altra citazione di Einstein non altrettanto conosciuta quanto le precedenti:</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;idea di un Dio personale mi è del tutto estranea e mi sembra anche ingenua.&#8221;</em></p>
<p><span id="more-11"></span></p>
<p>A cosa siamo di fronte? Una contraddizione? Einstein era un forse ipocrita oppure un opportunista? No di certo. Qui non si parla del credo personale di Einstein ma di come le persone religiose abbiano tentato, forse anche con una certa ragione, a trarre a se personalità carismatiche come Albert Einstein, anche per dare conferma scientifica delle proprie teorie teologiche.</p>
<p>Per chiarire la situazione è nuovamente necessario citare Einstein perché fu lui stesso a fornirci una spiegazione esemplare:</p>
<p>&#8220;Sentire che dietro la nostra esperienza del mondo c&#8217;è qualcosa che la mente non può afferrare e la cui bellezza e sublimità cogliamo solo in maniera indiretta, come debole riflesso, è religiosità. In questo senso sono religioso.&#8221;</p>
<p>Anche il sottoscritto è religioso in questo senso, anche se io cambierei la frase  &#8220;&#8230;non può afferrare&#8230;&#8221; con &#8220;&#8230;non può <em>ancora </em>afferrare&#8230;&#8221;, e quindi le frasi precedentemente citate vanno parafrasate usando questa visione come guida:</p>
<p>&#8220;Dio non gioca a dadi&#8221; = &#8220;La casualità non è l&#8217;essenza di tutte le cose&#8221;<br />
&#8220;Dio aveva scelta quando creò l&#8217;universo?&#8221; = &#8220;L&#8217;universo avrebbe potuto iniziare in un altro modo?&#8221;</p>
<p>A questo punto è necessario fare una distinzione tra i vari tipi di religiosità possibili, che sono sintetizzabili in 3 categorie: teismo, deismo, panteismo.</p>
<p>Il Teismo è il credo in una qualche entità superumana e supernaturale che oltre ad aver creato l&#8217;universo che oggi conosciamo interagisce anche con le creature in esso collocate.</p>
<p>Il Deismo è il credo in una qualche entità superumana e supernaturale che abbia solo creato l&#8217;universo e che da allora si è disinteressata delle creature in esso collocate (una visione oserei dire leopardiana se Leopardi fosse stato religioso).</p>
<p>Il Panteismo, infine, è il credo di Einstein (e anche di Hawking), ovvero il &#8220;Dio&#8221; panteista è il realtà una metafora della natura e dell&#8217;universo. Non esiste, per i panteisti, alcuna entità superumana e supernaturale.</p>
<p>Le &#8220;Pillole di Ateismo&#8221; che sto compilando sono ovviamente riferite al dio Teista e al dio Deista, e non di certo al dio panteista (dato che è di fatto una contraddizione la frase appena scritta). Sebbene poi possa sembrare che la posizione Deista sia più sostenibile di quella Teista, dal mio punto di vista si trovano allo stesso livello: i miei ragionamenti sono finalizzati all&#8217;affermazione dell&#8217;ateismo inteso come &#8220;negazione dell&#8217;esistenza di una qualunque entità superumana e supernaturale che abbia deliberatamente creato e sospinto l&#8217;universo&#8221;. Non c&#8217;è scampo nemmeno per i Deisti.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/frankburato.wordpress.com/11/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/frankburato.wordpress.com/11/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/frankburato.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/frankburato.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/frankburato.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/frankburato.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/frankburato.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/frankburato.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/frankburato.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/frankburato.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/frankburato.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/frankburato.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/frankburato.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/frankburato.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/frankburato.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/frankburato.wordpress.com/11/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=11&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Fame di Informazione</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 07:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[È proprio vero che ascoltando gli anziani si imparano tante cose. Non solo perché posseggono un bagaglio di competenze ed esperienze che farebbe invidia livida a qualunque altro giovane, ma anche perché in loro si possono valutare gli effetti di trasformazioni storiche che sono in atto da molto più tempo che dall'inizio della nostra vita.

Ieri sera, per esempio, mi è capitato di avere una dicussione con mio nonno. Io adoro dibattere e sostenere le mie tesi e in questo caso, come in tanti altri, ho potuto verificare alcune cose davvero interessanti per ottenere un quadro più ampio della situazione attuale della società italiana.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=9&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È proprio vero che ascoltando gli anziani si imparano tante cose. Non solo perché posseggono un bagaglio di competenze ed esperienze che farebbe invidia livida a qualunque altro giovane, ma anche perché in loro si possono valutare gli effetti di trasformazioni storiche che sono in atto da molto più tempo che dall&#8217;inizio della nostra vita.</p>
<p>Ieri sera, per esempio, mi è capitato di avere una dicussione con mio nonno. Io adoro dibattere e sostenere le mie tesi e in questo caso, come in tanti altri, ho potuto verificare alcune cose davvero interessanti per ottenere un quadro più ampio della situazione attuale della società italiana.</p>
<p>L&#8217;argomento non era dei più semplici; era la politica. Devo sinceramente ammettere che molto spesso mi trovo in imabarazzo quando discuto di politica con qualcuno che ha molti più anni di me; il motivo principale di tale atteggiamento è la mia inevitabile mancanza di esperienza. Se voglio discutere della politica attuale non posso tralasciare gli anni di piombo, non posso tralasciare tangentopoli e non posso nemmeno tralasciare altri periodi particolarmente importanti; sebbene possa documentarmi su libri e internet sono ad ogni modo destinato a rimanere ignorante rispetto a chi quei periodi li ha vissuti.</p>
<p><span id="more-9"></span></p>
<p>Se però c&#8217;è un argomento di cui posso discutere è il cosiddetto &#8220;berlusconismo&#8221; ovvero quel modo di atteggiarsi alla politica e alla società ormai diventato contraddistintivo dell&#8217;Italia; questo perché gli anni dei governi Berlusconi li ho vissuti sulla mia pelle (continuando a viverli) e soprattutto perché ho avuto il privilegio di mettere le mani su alcuni articoli e libri di eminentissimi autori quali Biagi, Montanelli e discepoli (primo fra tutti Marco Travaglio).</p>
<p>Facciamo un analisi schematica di quanto sono riuscito a ricavare da quella interessante conversazione.</p>
<p><em>L&#8217;argomento dei comunisti<br />
</em>Ormai la parola &#8220;comunista&#8221; ha perso il suo significato Marxista originario. Per la maggior parte delle persone essere comunista non è essere appartenente ad un partito politico di sinistra oppure essere promotori di un tipo di economia (secondo il parere di chi scrive assolutamente inadatto) basato sull&#8217;abolizione della proprietà privata.</p>
<p>Essa è diventata un insulto al pari di &#8220;cafone&#8221;, &#8220;imbecille&#8221;, &#8220;deficente&#8221; <em>ecc&#8230;ecc&#8230;</em> ed è un atteggiamento che è tanto abusato dagli adulti, quanto dai giovani (per riflesso dell&#8217;atteggiamento dei genitori).</p>
<p>Tale comportamento è assolutamente ingiustificato ed è conseguenza diretta del &#8220;berlusconismo&#8221;. Ogni posizione politica ed economica ha la stessa identica dignità di tutte le altre opinioni e non è ammissibile farla diventare &#8220;arma di distrazione di massa&#8221; per distogliere l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Dal mio punto di vista è assurdo continuare a parlare di comunismo al giorno d&#8217;oggi (e questa è una mia considerazione personale). Con la caduta del muro di Berlino c&#8217;è stato lo schiacciamento della Russia che rappresentava (ma che non era rappresentativa) del comunismo inteso come ideologia politica. La configurazione unipolare del mondo, imbevutosi del capitalismo, ha eliminato ogni altra possibile affermazione (fino ad oggi) di alternativi tipi di economia e quindi parlare ai giorni nostri di comunismo è quasi anacronistico.</p>
<p><em>La mutua esclusione di idee<br />
</em>Perché se assumo una posizione di critica nei confronti del governo devo essere considerato sempre appartenente all&#8217;opposizione? Perché non posso avere una mia opinione senza essere etichettato &#8220;fascista&#8221; oppure &#8220;comunista&#8221;?</p>
<p>Dopo qualche anno di incoscienza, in cui mi consideravo filo-comunista, ormai mi sono reso conto che la realtà delle cose è profondamente diversa. Credo infatti che l&#8217;unico vero tipo di economia sostenibile con la natura umana, anche per motivi scientifici ed evoluzionistici, sia il liberismo. Ora con orgoglio urlo al mondo intero di essere un liberale e liberista. E ciononostante continua ad essermi affibiato il nomignolo di &#8220;comunista&#8221;, &#8220;eversivo&#8221;, &#8220;prodiano&#8221; <em>ecc&#8230;ecc&#8230;</em></p>
<p>Questo per quale motivo? Perché continuo a muovere critiche nei confronti degli attuali e dei passati provvedimenti adottati dal governo Berlusconi in materia di giustizia (una cosa molto simile successe anche a Montanelli, che fu definito addirittura &#8220;comunista&#8221; dall&#8217;attuale presidente del consiglio. Una definizione che fu considerata un insulto da parte del grande Indro).</p>
<p><em>&#8220;Chi non è con me è contro di me!&#8221;</em> Questa frase è la <em>summa</em> massima che il berlusconismo ha trasmesso, come un virus infettivo, nella mente degli italiani. Una frase che non è difficile verificare da <a href="http://www.alibrando.it/proverbi/cerca-153-C.html">chi</a> fu pronunciata nel 1924. Una frase che dovrebbe indignare ogni sostenitore del libero pensiero.</p>
<p><em>Legittimazione e menefreghismo<br />
</em>In ultimo vorrei osservare alcuni aspetti che mi hanno fatto sinceramente inorridire. Degli aspetti che per un cittadino Italiano dovrebbero essere insopportabili quanto l&#8217;abnegazione al fascismo.</p>
<p><em>&#8220;Non importa cosa puoi dire. Non importa se si sta sistemando le sue cose. Lo ha votato la maggioranza degli italiani. Può fare quello che vuole&#8221;.</em></p>
<p>Questo è un affronto all&#8217;intelligenza umana. Non è possibile che ci siano delle persone che credano ancora che in una repubblica democratica ogni cittadino al momento del voto rinunci a tutti i propri diritti per trasferli nelle mani di unico grande Leviatano. Questo poteva avvenire in passato e poteva essere teorizzato da Hobbes. Ma adesso siamo nella Repubblica Italiana ed è il popolo ad essere sovrano. Non è ammissibile che una persona sfrutti la propria posizione per risolvere i propri problemi. Questo è un malcostume che deve essere eliminato per sempre.</p>
<p><em>&#8220;Cosa mi interessa se fa delle leggi che servono a lui. L&#8217;importante è che tra quelle cose faccia anche le cose che servono a noi.&#8221;</em></p>
<p>Anche in questo esempio ritorno al discorso di prima. Le cariche istituzionali sono dipendenti del popolo italiano. Non devono assolutamente fare delle cose che interessano a loro. Devono solo ed esclusivamente pensare alla collettività e agli interessi dei cittadini. È mia opinione infatti che fare politca non è un privilegio, dovrebbe essere un sacrificio che consiste nel mettere a disposizione la propria intelligenza e le proprie capacità per servire il proprio paese; ogni interesse personale deve essere accantonato nel momento stesso in cui una persona decide di &#8220;scendere in campo&#8221;.</p>
<p><em>&#8220;Ha falsificato i bilanci? Ha corrotto i giudici per ottenere delle sentenze a suo favore? E chi se ne frega! Sono cose che fanno tutti ed esistono cose molto più gravi a cui pensare come la violenza sulle strade o degli assassini che tornano in circolazione!&#8221;</em></p>
<p>Ora, non voglio sembrare un ipocrita e non voglio sminuire la gravità di questioni come la violenza o gli omicidi. Tuttavia finché crediamo che il fatto che la nostra società versi in uno stato di lobotomia e apatia assoluta non dipenda per niente dal presidente del consiglio che pensa solo (o pensava) agli affari suoi, questa è una faccenda estremamente grave.</p>
<p>Come si può pretendere che una persona disposta a scendere a simili nefandezze sia adatta a guidare un paese? Come si può credere che ciò che fa un autorità tentando di risolvere i propri guai non incida minimamente sulla vita della collettività?</p>
<p>La spiegazione è molto semplice dal mio punto di vista. Finché è quella stessa autorità a filtrare le notizie e i valori che giungono agli Italiani attraverso la televisione è ovvio che la percezione della realtà risulti irrimediabilmente distorta.</p>
<p>Per questo motivo ho fame di informazione.</p>
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		<title>Ateismo in Pillole 0</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 09:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frankburato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ateismo è una fra le posizioni più difficili da sostenere da parte di una persona. Questo non perché non si sia sufficientemente arguti o acculturati per sostenere la propria posizione ma piuttosto perché la società che ci criconda è completamente imbevuta di religione. Molto spesso non ci rende nemmeno conto di quanto a volte la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=frankburato.wordpress.com&amp;blog=4099761&amp;post=7&amp;subd=frankburato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ateismo è una fra le posizioni più difficili da sostenere da parte di una persona. Questo non perché non si sia sufficientemente arguti o acculturati per sostenere la propria posizione ma piuttosto perché la società che ci criconda è completamente imbevuta di religione.</p>
<p>Molto spesso non ci rende nemmeno conto di quanto a volte la libertà di espressione possa essere limitata anche indirettamente. Sarebbe un bene per tutti se tale diritto esistesse e fosse ad appannaggio di ognuno di noi ma purtroppo non è così. Ciononostante la libertà di religione sembra essere sacrosanta e inviolabile. Non importa se uno è un ebreo in uno stato a maggioranza cristiana piuttosto che protestante o buddista. La sua libertà di religione non deve essere mai violata e nel momento in cui una persona offende il credo di chiunque altro è indistintamente attaccato da autorità e gente comune. La mia domanda è: perché? Se io sono liberista oppure comunista perché le mie idee non possono godere della stessa immunità di cui gode la religione?</p>
<p><span id="more-7"></span></p>
<p>Recentemente ho finito di leggere uno fra i libri più illuminanti della mia vita: un saggio inglese scritto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Dawkins">Richard Dawkins</a> dal titolo <em>&#8220;The god Delusion&#8221;</em>, <em>&#8220;L&#8217;illusione di Dio&#8221;</em> in Italiano.</p>
<p>Il primo capitolo del libro tratta proprio del problema che ho pocanzi introdotto, ovvero la posizione di superiorità di cui la religione gode rispetto a tutte le altre idee: credo politico, credo filosofico, credo scientifico. E, pensandoci bene, mi rendo conto che si tratta di un problema assolutamente attuale.</p>
<p>In fin dai conti perché dedicare alla religione un piedistallo così sopraelevato rispetto alle altre idee?</p>
<p>Esemplificando ci si potrebbe immaginare una situazione abbastanza comune. Due persone iniziano a parlare di politica. Ognuna espone all&#8217;altra i propri principi e le proprie idee circa l&#8217;economia, la giustizia, la società ed ognuna tenta di far prevalere le proprie idee su quelle dell&#8217;altra argomentando con giudizio ciascuna delle sue tesi; ipotizziamo anche che vengano mosse delle critiche anche abbastanza aspre nei confronti della tesi avversaria. Molto probabilmente nessuno dei due cambierà idea dopo tale dialogo ma ne uscirà comuque arricchito culturalmente. E soprattutto senza conseguenze negative a suo carico.</p>
<p>Ora tentiamo di fare una trasposizione cambiando argomento. Due persone iniziano a parlare di religione. Finché la conversazione rimane sui termini teologici probabilmente non ci sarà molta differenza rispetto alle due persone di prima. Però, nel momento in cui una delle due afferma (ipotizzando che i due interlocutori facciano parte di culti rivelati) &#8220;Il tuo testo sacro è falso e bugiardo&#8221; ecco scattare qualcosa di meraviglioso: l&#8217;indignazione monta implacabile così da parte di colui che riceve la critica così come anche da parte di chi potrebbe assistere al dibattito.</p>
<p>Di situazioni così se ne sono viste un infinità ma vorrei portare un esempio particolarmente calzante: le vignette satiriche su maometto pubblicate qualche anno fa in Olanda. Indignazione pubblica, scuse da parte delle autorità e da parte anche di coloro che non avevano fatto nulla; successe un disastro (nel vero senso del termine considerando che alcuni estremisti mussulmani si ritennero autorizzati a bruciare edifici pubblici e bandiere olandesi).</p>
<p>Povero Forattini!</p>
<p>Pesate cosa succederebbe se ogni volta che si dovesse fare una vignetta su Veltroni o Berlusconi accadesse qualcosa di simile. Però qualcosa di simile non può succedere. Perché? Perché la religione è intoccabile mentre la politica non lo è.</p>
<p>In conclusione posso dire solo questo: dal mio punto di vista è assurdo dividere la libertà di espressione dalla libertà di religione (la nostra Costituzione sancisce la differenza fra le &#8220;opinioni politiche&#8221; e le &#8220;condizioni personali e sociali&#8221; rispetto alla religione nell&#8217;Articolo 3 comma 1). Entrambe le libertà devono godere di pari dignità ed esattamente come posso permettermi di criticare le posizioni politiche di una persona senza conseguenze allo stesso modo deve essermi consentito di criticare le posizioni religiose.</p>
<p>Alla prossima pillola.</p>
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