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Un caso tutto italiano
Mi sono sempre domandato cosa spinga le persone a violare la legge. È forse per provare l’ebbrezza della trasgressione? Può essere per una cattiveria intrinseca delle stesse? È plausibile che sia per una necessità primaria di sopravvivenza?
Tutti questi argomenti e molti altri ancora potrebbero essere validi per spiegare la causa prima della delinquenza e al giorno d’oggi tanti sono portati a credere che la terza che ho nominato possa essere una delle più valide.
Tuttavia, se è così, come ci si spiega che moltissimi politici attuali e passati siano portati, o siano stati portati, a violare la legge soprattutto con reati relativi all’amministrazione della cosa pubblica con tangenti, corruzioni, peculato o altri simili? Durante tangentopoli ci si sentiva dire molto spesso la classica scusa italiana: “lo fanno tutti, quindi lo faccio anch’io”. Ma ci sarà qualcuno che ha iniziato, giusto? Ci deve essere una causa prima di questo atteggiamento assolutamente non etico ma soprattutto deleterio per le nostre tasche di cittadini.
Dal mio punto di vista la cosa può essere spiegata in maniera rigorosa e scientifica attraverso l’ausilio della teoria dei giochi, una delle branche della matematica che, forse seconda solo all’analisi infinitesimale, ha avuto un effetto immediato nella vita quotidiana di tutti noi.
È proprio vero che ascoltando gli anziani si imparano tante cose. Non solo perché posseggono un bagaglio di competenze ed esperienze che farebbe invidia livida a qualunque altro giovane, ma anche perché in loro si possono valutare gli effetti di trasformazioni storiche che sono in atto da molto più tempo che dall’inizio della nostra vita.
Ieri sera, per esempio, mi è capitato di avere una dicussione con mio nonno. Io adoro dibattere e sostenere le mie tesi e in questo caso, come in tanti altri, ho potuto verificare alcune cose davvero interessanti per ottenere un quadro più ampio della situazione attuale della società italiana.
L’argomento non era dei più semplici; era la politica. Devo sinceramente ammettere che molto spesso mi trovo in imabarazzo quando discuto di politica con qualcuno che ha molti più anni di me; il motivo principale di tale atteggiamento è la mia inevitabile mancanza di esperienza. Se voglio discutere della politica attuale non posso tralasciare gli anni di piombo, non posso tralasciare tangentopoli e non posso nemmeno tralasciare altri periodi particolarmente importanti; sebbene possa documentarmi su libri e internet sono ad ogni modo destinato a rimanere ignorante rispetto a chi quei periodi li ha vissuti.


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