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Una battaglia infinita
L’attuale modello economico e la selezione naturale impongono a tutti gli “investitori”, che possono essere animali nel caso della selezione naturale o società, aziende e persone fisiche nel caso dell’economia, una semplicissima regola: chi ha le caratteristiche migliori per sopravvivere si diffonde nell’ambiente, chi non le ha deve farsi da parte.
È logico che ad un certo punto ci aspetti di giungere all’equilibrio in quanto, alla fine, un soggetto che si dimostra particolarmente adatto a “guadagnare” rispetto agli altri riuscirà senza alcun dubbio a diffondersi maggiormente rispetto agli avversari.
Il mondo dell’informatica è un ottimo banco di prova per questo processo evolutivo ed è anche estremamente vantaggioso sfruttarlo come test empirico perché condensa le modifiche evolutive attuate dalla selezione naturale agli esseri viventi in milioni di anni in pochi decenni, una semplificazione che è difficile da raggiungere persino con l’economia.
Lo scontro che probabilmente più si presta alla valutazione delle caratteristiche di sopravvivenza è quello tra i sistemi operativi (OS in seguito), che mai come in questi anni hanno avuto un ruolo preponderante nella diffusione del computer come strumento per migliorare la nostra vita.
Dal mio punto di vista è indiscutibile il fatto che il risultato dell’evoluzione degli OS fino ad oggi abbia condotto alla divisione in tre macro aree che possono essere distinte come segue: Microsoft Windows, Mac OS, GNU/Linux.
Per una ragione o per l’altra questi OS hanno guadagnato più o meno aree di mercato a seconda delle proprie caratteristiche e soprattutto grazie alle scelte “imprenditoriali” dei dirigenti e dei ricercatori.
Qui voglio procedere all’analisi entro le mie personali competenze di ciascuno degli OS sopra elencati (basandomi principalmente con la mia esperienza su Microsoft Windows XP, Mac OS X e diverse distro GNU/Linux, principalmente quelle basate su Debian), evidenziando ciò che secondo me sono vantaggi e svantaggi di ciascuno e soffermandomi anche su eventuali sviluppi futuri. Chiedo fin da ora scusa per le eventuali bestemmie informatiche che possa proferire e, per agevolare la lettura, fornisco una definizione essenziale:
KERNEL = Nucleo del sistema operativo. Si tratta di un software avente il compito di fornire ai processi in esecuzione sull’elaboratore un accesso sicuro e controllato all’hardware.
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Lo sapevate che il gatto di Schrödinger poteva essere sia morto che vivo? Non sto scherzando; Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger, colui che potremmo definire uno dei padri fondatori della meccanica quantistica, per esemplificare le possibilità che il mondo quantico da a disposizione nel mondo macroscopico definì proprio il cosiddetto “paradosso del gatto di Schrödinger”.
Il paradosso recita così: “Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in modo parimenti verosimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro.”
Ora rispondete a questa domanda: il gatto è vivo o è morto dopo un ora in cui si è lasciato a se stante il sistema?
Il buon senso ci spingerebbe a rispondere che il gatto è o vivo o morto e uno dei due stati esclude l’altro. Bene, secondo la meccanica quantistica, nel momento in cui chiudiamo la scatola il gatto è “vivo e morto”.
Questo non perché ci sia un trucco nella scatola che ci permette di giungere a questo risultato ma per un principio base della fisica quantistica conosciuto come sovrapposizione di stati.
Tale principio afferma pressapoco quanto segue: nel momento in cui si sospende l’osservazione di un sistema (dove per osservazione si intende ogni forma di interazione con l’esterno) ciascuno degli stati che può assumere il sistema è assunto contemporaneamente a tutti gli altri.
È proprio questo il principio che diede la luce all’idea dei computer quantistici, queste macchine esoteriche che dovrebbero cambiare completamente il nostro modo di intendere l’informatica. Tuttavia se i computer quantistici potessero risolvere tutte le classi di problemi esistenti il nostro mondo sarebbe molto diverso: potremmo chiedere loro di individuare delle regolarità nel mercato azionario, o dei dati meteorologici, o dell’attività cerebrale.
Sarebbe possibile far estinguere i matematici perché si potrebbe loro richiedere di valutare ogni possibile dimostrazione e confutazione di congetture, diciamo di un miliardo di simboli, e valutarne la correttezza.
Molto probabilmente se avessimo la possibilità di costruire delle simili macchine potremmo già vedere negli scaffali dei nostri negozi i motori a curvatura o gli scudi antigravitazionali.
La realtà è molto diversa ed è la seguente: i computer quantistici sono in grado di risolvere una determinata classe di problemi in maniera molto efficiente e sono anche in grado di risolvere tutti i problemi che i computer classici sanno risolvere anche con una maggiore velocità, ma non saranno mai in grado di risolvere tutti i problemi esistenti.
Ma partiamo dall’inizio: cos’è un computer quantistico?

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